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Palazzo Butera e i Valsecchi: due collezionisti a Palermo

a cura di Maria Antonietta Calabrese

Inseriti nella rete culturale di Palermo dal 2016, Palazzo Butera e tutti gli oggetti d’arte collezionati dai coniugi Valsecchi, sono sinonimo di scambio, approccio multidisciplinare, futuro. Valori di ogni sorta orbitano intorno alla casa museo, utilizzando la cultura come motore di rilancio ancora oggi, a dieci anni dall’importante investimento.  


Fiori Palazzo Butera

Divitiae e futuro: la Palermo dei Valsecchi

Pareti vivacizzate con i colori dei fiori sulle porcellane settecentesche e percorse dalla collezione — iniziata circa sessant’anni fa — di opere antiche e contemporanee, sprovviste di didascalie perché nessuno aggiunge informazioni sotto ai quadri che appende in casa. Entrando nei saloni di “casa” Valsecchi il raggiungimento dei loro obiettivi si concretizza nella sapiente messa in dialogo dei preziosi oggetti d’arte con l’ambiente che li include. Tutto è tenuto insieme da un filo rosso che vuole ricondurci a un intreccio di culture e discipline. Questo filo è Massimo Valsecchi, firma sull’opera più importante che inquadra Palermo da un’altra prospettiva.  


Palazzo Butera, teca

Da Londra a Palermo, passando per Milano: le tappe dei collezionisti 

Da quando, nel 2016, Massimo e Francesca Valsecchi hanno acquistato Palazzo Butera a Palermo avviando un importante progetto di restauro, non lo si può scindere dal cognome dei suoi proprietari né da ciò che hanno portato con sé. Appassionata d’arte e collezionista di famiglia lei, ex broker da sempre vicino al mondo dell’arte lui. Dopo la direzione di due gallerie milanesi, la permanenza a Londra e a New York è per loro un’occasione per acquisire nuovi pezzi e formarsi come collezionisti in un contesto che li ha avvicinati ancora di più al mondo dell’arte contemporanea. Nel 2020, stabiliti a Palermo già da quattro anni, hanno reso pubblica buona parte della loro collezione che ha trovato casa al centro del Mediterraneo.


Palazzo Butera, teca espositiva

Nell’arabo, il normanno  

La grande opera di riqualificazione architettata dai Valsecchi ha avuto luogo nel quartiere Kalsa, risultante di varie stratificazioni storiche tra cui quella arabo-normanna. Tale commistione di stili indica un contesto culturale ibrido, non sempre pacifico ma produttivo. È araba l’origine del nome, per cui quest’area sarebbe stata pensata come “l’eletta”, la più pura rispetto a ciò che si trovava fuori dalle sue mura; ed è normanno lo spirito di scambio e di incontro con culture diverse, ricalcato dai due collezionisti. Il loro obiettivo, infatti, è quello di generare incontri multiculturali e promuovere l’interdisciplinarità all’interno di una storica dimora nobiliare, oggi aperta, in quanto museo, al pubblico internazionale, agli artisti e ai ricercatori universitari. 


Palazzo Butera, vaso

Essere una collezione: la vita culturale quotidiana a Palazzo Butera

Se la Kalsa nasce come una città nella città, all’interno di questa teca di teche che è Palazzo Butera ci si sposta come in una città che nasconde i nomi delle sue vie, per una contemplazione libera e incondizionata. Qui Massimo e Francesca Valsecchi hanno traslocato la loro vasta collezione — mobili d’epoca, oggetti di design, opere d’arte antica e contemporanea (Gilbert and George, Daniel Spoerri, Tom Phillips), disegni e fotografie, come quelle scattate dai coniugi Becher alle torri d’acqua — e con essa hanno importato il proprio gusto, raffinato ed elegante criterio di acquisto. Tutto è studiato in rapporto alla perfezione e ogni singola cosa è arte: i fiori della Solandra che si staccano dai rami e cadono nella terrazza sul mare, le decorazioni dei soffitti, le sedie, le pareti, le luci e anche le ombre.    

La visione globale dei coniugi si è estesa a una riqualificazione di quartiere, e vale a dire di una parte del territorio palermitano su cui poggia la grande teca.


Palazzo Butera, tea espositiva con vasi

I Valsecchi assorbono, apprezzano, rielaborano quanto è giunto dal passato di Palazzo Butera, e lo trasformano in uno spazio da destinare al piacere della contemplazione. L’apertura al pu bblico ha segnato la nascita di un laboratorio, vera e propria fucina di idee che cura e restituisce l’immagine di un museo in divenire. 


Info utli su Palazzo Butera

DOVE SI TROVA

Via Butera 8, Palermo


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