top of page

Palermo e la Frutta Martorana: i dolci tradizionali della Festa dei Morti

1 minuto fa
Tempo di lettura: 2 min

a cura di Maria Antonietta Calabrese

È novembre e in Sicilia l’autunno profuma di zucchero. I pasticceri sono di nuovo impegnati nella realizzazione dei dolci più emblematici della tradizione e nelle case torna la frutta martorana, creazione culinaria riconoscibile per il profumo, per il sapore unico ma soprattutto per i suoi colori vivaci. 


Frutta Martorana, Palermo

Le origini palermitane della Frutta Martorana

Quando si parla della bellezza dei dolci siciliani la frutta martorana resta ancora una testimonianza edibile dell’ingegno di chi ha saputo trasformare la materia prima in opera d’arte. Dietro a queste forme infatti c’è una storia antica, legata all’identità di un territorio che si è sempre espresso attraverso creatività e devozione. Le origini di queste dolci sculture ci riportano alla Palermo medievale e spiegano fin da subito la derivazione del loro nome. Fu infatti l’aristocratica Eloisa Martorana a fondare, nel 1194, un monastero benedettino adiacente alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta appunto Martorana. Qui le monache inventarono dei dolci in pasta di mandorle molto simili a dei veri frutti.


Frutta Martorana, come nasce? 

Secondo la leggenda la frutta martorana nacque dall’idea di una suora quando il re, in autunno, espresse il desiderio di visitare il giardino del monastero, i cui alberi però erano ormai scarsi di frutti. Per porvi rimedio la suora pensò a un modo alternativo di impastare le mandorle con il miele, per poi modellare i due ingredienti – e cioè la pasta reale – in forme minuziose. Dipinti alla guisa di agrumi veri e appesi ai rami degli alberi, i frutti di martorana riuscirono infine ad impressionare piacevolmente il re. Gli ingredienti erano pochi ma, al tempo, così preziosi che solo le cucine dei monasteri potevano permetterseli. 


Novembre e la Festa dei Morti in Sicilia

La comparsa di questo dolce nelle pasticcerie e nelle case è associata soprattutto al giorno della commemorazione dei defunti. La sera prima del 2 novembre è tradizione disporre in un cesto di vimini – in dialetto “cannistru” – la frutta martorana, così che la mattina i bambini possano trovare sul tavolo i dolci lasciati in dono dai propri cari. Nonostante a Palermo questo dolce sia il simbolo di novembre, essendo questi frutti di mandorle e zucchero molto apprezzati e richiesti da chi viene a visitare la città, vengono realizzati durante tutto l’anno. 

Ancora una volta solo le monache, data la loro esperienza nella pasticceria, potevano inventarsi un dolce che fosse anche la rappresentazione di altri prodotti tipici, come le arance, i limoni o i fichi, ispirando anche la più moderna tendenza dei fruttini! 

  • Instagram
  • Facebook
  • Whatsapp
About generale .png

Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

© 2026 di Proprietà di Alessandra Penco & Ambra Rovida

bottom of page