La granita siciliana: colazione, pausa e rito dell'estate
- Maria Antonietta Calabrese
- 11 minuti fa
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a cura di Maria Antonietta Calabrese
Molto più di un dessert, la granita siciliana rappresenta una delle tradizioni gastronomiche a cui i siciliani sono maggiormente legati, simbolo di un rituale estivo che unisce gusto, convivialità e identità territoriale.

Dalla neve alla granita…
La storia della granita siciliana comincia dalla storia del ghiaccio, usato per refrigerare, medicare e, nel tempo, per rinfrescare le bevande nelle giornate più calde. Tutto parte dalla neve: sia i Romani che gli Arabi ebbero l’intuizione di aromatizzarla con del succo di limone dando origine a una prima, vaga idea di granita. Con gli Arabi, infatti, venne introdotta in Sicilia una nuova tradizione, quella dello sharbat, il sorbetto, che si otteneva mescolando la neve e il sale, insaporiti più tardi dalla grande varietà di materie prime siciliane.
A differenza dei sorbetti, la granita è a base d'acqua, zucchero e ingredienti naturali. Grazie a questa caratteristica è possibile sentire la differenza di gusto tra una granita eccessivamente dolce, realizzata con l’aggiunta di sciroppi aromatizzati, e una granita in cui è possibile distinguere sapori autentici e ben equilibrati.
Granite siciliane: gusti e differenze tra città
Ogni città e provincia in Sicilia ha una granita diversa dalle altre. Tra Sicilia occidentale e orientale emergono due sostanziali differenze: se nel primo caso viene servito del ghiaccio molto granuloso, in genere nei gusti menta, limone e fragola, la granita prodotta nel Calatino – a Catania, Caltagirone, ma anche a Ragusa e Siracusa – è l’esempio di una lavorazione accurata e singolare che vanta anche un maggior numero di gusti in cui è possibile gustarla, dal cioccolato ai gelsi, dal pistacchio alla mandorla, passando per l’immancabile limone. Una buona granita è caratterizzata dall’assenza di cristalli di ghiaccio grossolani e presenta la tipica consistenza fine, difficile da ritrovare altrove.
La granita siciliana: rituale quotidiano accompagnato dalla brioche
Anche le brioche cambiano da una città all’altra. Per esempio, fino a poco tempo fa era più raro trovare le brioche col “tuppo” a Palermo, dove i paninetti tondi e bruni, associati esclusivamente al gelato, ne erano privi. Diverse sono le lavorazioni degli impasti, più secchi nell’agrigentino e nel palermitano, più biondi, morbidi e profumati a Siracusa e dintorni.
I momenti ideali in cui gustare la granita sono soprattutto due: a colazione o a merenda. Questa fresca specialità sicula si consuma rigorosamente al cucchiaio, accompagnata dalla brioche col “tuppo”, la piccola sfera con cui di solito si dà inizio a un rituale tipicamente estivo.
Le occasioni per rinfrescarsi con una granita sono tante: la mattina o il pomeriggio seduti al bar più vicino alla spiaggia, visitando i centri storici, al tavolo con gli amici… Ma l’estate non è l’unica stagione a fare da sfondo a questo momento tanto caro ai siciliani che non vi rinunciano neanche in caso di neve, perché in Sicilia la neve è un evento raro ma la granita con la brioche è una certezza!








