Torre Veglio, la torre del Monferrato nata da una storia d’amore
- Redazione
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a cura di Alessandra Penco
A Terruggia, tra colline, vigneti e orchidee spontanee, una dimora storica del 1866 è diventata un rifugio privato dove il lusso coincide con il tempo ritrovato.

Ci sono luoghi che non si lasciano raccontare solo attraverso una funzione. Torre Veglio, a Terruggia, nel cuore del Monferrato, oggi è una struttura ricettiva e un’azienda agricola. Ma prima ancora è un punto di osservazione sul paesaggio, una presenza riconoscibile tra le colline, una storia verticale che dal 1866 continua a dialogare con il territorio. La torre fu costruita dal Cavalier Veglio, che secondo il racconto locale volle realizzarla per far colpo sulla sua amante. Un gesto romantico, ambizioso, quasi teatrale, che diede forma a quella che viene ricordata come la torre più alta del Monferrato. Ancora oggi, l’effigie sopra la porta d’ingresso conserva memoria di quell’origine, sospesa tra amore, desiderio e volontà di lasciare un segno. Intorno, il paesaggio fa il resto. Colline, vigneti, silenzio, una vista che nelle giornate limpide arriva fino all’arco alpino. Torre Veglio non domina il Monferrato: lo osserva, lo raccoglie e lo restituisce a chi arriva fin qui.
Da torre storica a rifugio privato
Dal 2025 dell’ospitalità si occupano Alessandro ed Eleonora, già alla guida del Belcasale, il loro primo B&B nato dopo una scelta di vita precisa: lasciare Milano, cercare un ritmo più lento, aria buona e un luogo immerso nella natura dove crescere i figli, Tommaso e Sebastiano. Dopo nove anni di accoglienza al Belcasale, la loro esperienza li ha portati a prendersi cura anche di altre strutture del territorio. Non luoghi qualsiasi, ma case e dimore con una storia da custodire. Torre Veglio, raccontano, li ha conquistati proprio per questo: perché non è soltanto bella, ma capace di generare emozioni in chi desidera conoscere il Monferrato da una prospettiva diversa. Qui l’ospitalità non segue il modello dell’hotel tradizionale. La torre viene affittata interamente a un solo ospite alla volta, trasformandosi in un rifugio privato immerso nel silenzio, lontano dai vicini e dai ritmi imposti. Un luogo in cui il concetto di lusso non coincide con l’eccesso, ma con la possibilità di abitare il tempo senza fretta.

Il lusso del tempo ritrovato
A Torre Veglio il lusso è soprattutto sottrazione. Meno rumore, meno distrazioni, meno obblighi. Più spazio, più silenzio, più possibilità di scegliere il proprio ritmo. Gli interni conservano il fascino storico della dimora, tra arredi modellati a mano e affreschi che contribuiscono a creare un’atmosfera raccolta, elegante ma non ostentata. La torre non vuole essere un resort di lusso, ma un luogo in cui la raffinatezza passa dalla semplicità: una colazione da vivere all’alba o all’orario che si preferisce, una terrazza da cui guardare il giorno cambiare colore, una casa intera a disposizione per sentirsi, anche solo per poco, dentro un’altra misura del tempo. È un turismo slow nel senso più concreto del termine: non un’etichetta, ma una pratica quotidiana. Nessuno detta i ritmi. Si arriva, si respira, si decide come abitare il paesaggio.
Il legame con il territorio
Torre Veglio è anche azienda agricola. Produce vino, marmellate, conserve e antipasti piemontesi, realizzati con la frutta dei propri alberi e con i prodotti dell’orto locale. Sono prodotti che si possono degustare durante il soggiorno e che raccontano un legame diretto con la terra circostante. Parte di questa produzione viene distribuita anche a Cellamonte, presso l’Enoteca degli Infernot, e utilizzata da produttori di vino della zona, per accompagnare taglieri e degustazioni. È un modo semplice ma significativo per restare dentro una filiera di territorio, fatta di piccoli produttori, accoglienza, paesaggio agricolo e cultura gastronomica locale. Il rapporto con Terruggia è altrettanto forte. Torre Veglio è un luogo riconoscibile, iconico per chi vive nel Monferrato. La sua sagoma appartiene al paesaggio e alla memoria del paese, tanto da comparire anche nello stemma della bandiera comunale.

Le orchidee spontanee e il paesaggio da custodire
Nel giardino della torre crescono rare orchidee spontanee, specie protette che ogni anno attirano attenzione e curiosità. In primavera vengono organizzate passeggiate in collaborazione con Comune e Pro Loco per osservarle durante la fioritura, trasformando Torre Veglio in una tappa non solo panoramica, ma anche naturalistica. È uno degli aspetti che raccontano meglio la natura di questo luogo: non solo struttura ricettiva, non solo dimora storica, ma spazio da custodire. Un punto in cui ospitalità, paesaggio agricolo e biodiversità convivono senza bisogno di grandi dichiarazioni.
Alba, tramonto e cielo stellato
Ci sono momenti in cui Torre Veglio sembra spiegarsi da sola. L’alba dalla terrazza, quando le colline si accendono lentamente. Il tramonto, quando il Monferrato cambia colore e la torre torna a essere punto di osservazione privilegiato. E poi la notte, con il cielo stellato sopra la campagna, lontano dalle luci e dal rumore. Sono questi i dettagli che rendono l’esperienza più vicina a un soggiorno emotivo che a una semplice vacanza. Torre Veglio non si attraversa in fretta. Si vive per sottrazione, lasciando che siano il silenzio, il paesaggio e la storia a costruire il racconto. Oggi Alessandro ed Eleonora propongono anche servizi su misura, dalla colazione ai percorsi di scoperta del territorio, fino alla possibilità di coinvolgere chef a domicilio. Perché il Monferrato, qui, non resta fuori dalla porta: entra nella casa, nei prodotti, nelle esperienze, nel modo stesso di accogliere. Torre Veglio è una torre nata da un gesto d’amore e diventata, quasi centosessant’anni dopo, un luogo dove fermarsi. Non per isolarsi dal mondo, ma per guardarlo da più in alto, con più calma.



