Moby Dick, la mostra che racconta un mito a Palazzo Ducale di Genova
di Alessandra Penco
Da Melville all’arte contemporanea, dalla leggenda biblica di Giona ai canti delle balene del Mar Ligure: Moby Dick – La Balena trasforma Palazzo Ducale in un viaggio nell’immaginario del mare. Un percorso che attraversa secoli e linguaggi per raccontare come la balena bianca continui a interrogare l’uomo sul mistero della natura, sul potere e sulla ricerca di sé.

Una balena bianca attraversa secoli, saperi e immaginari: dal mito di Giona al romanzo di Melville, dalla biologia marina al design del Novecento, fino all’arte più sperimentale. A Genova, città di mare e di porti, questo racconto prende forma con una mostra corale che ragiona su ossessioni umane, potere della Natura, desiderio di conquista e di conoscenza.
La mostra, curata da Ilaria Bonacossa e Marina Avia Estrada con Michela Murialdo, è realizzata in collaborazione con TBA21 Thyssen-Bornemisza Art Contemporary e si inserisce nel programma Genova e l’Ottocento.

Moby Dick Palazzo Ducale Genova 
Moby Dick Palazzo Ducale Genova 
Moby Dick Palazzo Ducale Genova
Il percorso
Un libro che diventa mondo. Si parte da Moby Dick (1851): edizioni storiche, la traduzione Pavese, interventi d’artista (Isgrò, Tacita Dean, Mario Airò) trasformano il testo in materia visiva e oggetto-simbolo.
Natura, rotta, ascolto. Tra “ossi” e fanoni, la capanna inuit di Claudia Losi e il cielo stellato di Thomas Ruff riportano la navigazione alle sue coordinate prime. Nella Cappella del Doge, l’installazione audio di Alberto Tadiello intreccia canti di cetacei, voci di biologi e suoni del mondo: il Mar Ligure come santuario.
Collezionismo e caccia. Mappe, stampe, utensili, lampade a olio di balena: un atlante materiale che racconta industrie, rotte e immaginari. Il mito biblico di Giona attraversa secoli e tecniche, tra prestiti museali e frammenti rari.
Atlanti in movimento. Con John Akomfrah (Vertigo Sea), l’oceano è archivio di migrazioni, biodiversità e violenze ecologiche. Accanto, cannocchiali ottocenteschi, assegni di baleniere e tre edizioni americane di Moby Dick “arpionate” da Elisabetta Benassi.
Gioco, inquietudine, controllo. Tra il tricheco di Carsten Höller e la balena di Cosima von Bonin, la fauna diventa mascotte inquieta. Clara Harstrup affida agli acquari il ritmo di un’orchestra (con la consulenza dell’Acquario di Genova).
Design e forme d’acqua. Dalla Poltrona Moby Dick (1969, Alberto Rosselli) alle ceramiche di Arturo Martini e Fausto Melotti: quando le balene ispirano funzione e stile.

Moby Dick Palazzo Ducale Genova 
Moby Dick Palazzo Ducale Genova 
Moby Dick Palazzo Ducale Genova
Genova, 1992. Un pannello con materiali del Teatro Nazionale ricorda il Moby Dick di Vittorio Gassman per le Colombiadi, tra porto antico di Renzo Piano e scena cittadina.
La Sala del bianco. Minimalismo e vertigine: Pino Pascali, Manzoni, Bonalumi, Dadamaino, Simeti e altri. Il “bianco” come mancanza di coordinate e contatto con il Mistero.
Finale immersivo. Con il video Of Whales di Wu Tsang, lo spettatore entra nella prospettiva della balena: quattro ore generative di immagini e suoni che cambiano in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale.
Completano l’esperienza una VR originale firmata WAY Experience, un podcast prodotto da Chora Media (“Verso la balena”) e un ricco programma di visite guidate, laboratori e workshop tematici.

Moby Dick Palazzo Ducale Genova 
Moby Dick Palazzo Ducale Genova 
Moby Dick Palazzo Ducale Genova
Info utili
Palazzo Ducale, Appartamento e Cappella del Doge – Genova
12 ottobre 2025 → 15 febbraio 2026
Orari: mar–ven 9–19; sab–dom 10–19; lunedì chiuso(esclusi weekend e festivi)
Cosa ci portiamo a casa
Un atlante culturale dove arte, scienza e letteratura dialogano.La balena come specchio: paura e meraviglia, sfruttamento e cura, memoria e invenzione.E Genova, ancora una volta, come porto di storie.


