top of page

I tortellini in brodo: storia e leggenda dell’ombelico di Venere, dove assaggiarlo davvero

23 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

a cura di Giorgia Baratti

Le origini del tortellino si perdono tra documenti medievali, rivalità gastronomiche e tradizioni tramandate per generazioni. Ma accanto alla storia ufficiale ne esiste un'altra, molto più affascinante, fatta di dèi, osti curiosi e un piccolo dettaglio destinato a cambiare per sempre la cucina emiliana.Perché dietro uno dei piatti più celebri della tradizione bolognese si nasconde una leggenda capace di intrecciare bellezza, mito e gastronomia.


I tortellini in brodo

L'ombelico di Venere e la nascita del tortellino

Anche oggi Bologna e Modena continuano a disputarsi la paternità del tortellino. A tentare di mettere pace tra le due città fu però, nel 1908, Giuseppe Ceri, poeta per diletto e diplomatico per vocazione.Ispirandosi alla tradizione letteraria della Secchia Rapita di Alessandro Tassoni, Ceri compose un poemetto destinato a diventare una delle versioni più celebri della nascita del tortellino.Si racconta che, dopo una giornata di battaglia, gli dèi Marte, Venere e Bacco fossero discesi nelle campagne emiliane per sostenere i modenesi. Giunti a Castelfranco Emilia, trovarono riposo in una locanda. La mattina seguente Marte e Bacco si alzarono presto, mentre la dea della bellezza rimase ancora a riposare nella sua stanza. L'oste, incuriosito dalla presenza di ospiti tanto illustri, non riuscì a trattenersi e sbirciò attraverso il buco della serratura.Quello che vide lo lasciò senza parole.Non fu l'intera figura della dea a colpirlo, ma un unico dettaglio: la perfetta forma del suo ombelico.Tornato in cucina, l'uomo cercò di riprodurne la grazia modellando un piccolo scrigno di pasta ripiena. Sarebbe nato così il tortellino, conosciuto ancora oggi come "l'ombelico di Venere".

La genialità di Ceri, però, non si fermò qui.La locanda della leggenda era situata a Castelfranco Emilia, terra di confine tra Bologna e Modena, mentre l'oste era bolognese. Una scelta narrativa che permetteva di attribuire simbolicamente la nascita del tortellino a entrambe le città, riconciliando una disputa che durava da secoli.


La storia documentata

Se la leggenda appartiene al mito, la storia racconta invece un percorso più concreto.Le prime testimonianze di preparazioni simili alla pasta ripiena risalgono al Medioevo. La prima citazione documentata del tortellino compare però nel 1708, quando il termine tortellorum appare nel menù del pranzo natalizio dei monaci del convento di San Michele in Bosco, a Bologna.Molto più tardi, nel 1974, la ricetta tradizionale venne ufficialmente depositata dalla Dotta Confraternita del Tortellino e dalla Delegazione Bolognese dell'Accademia Italiana della Cucina, con l'obiettivo di preservarne ingredienti e preparazione.


I tortellini, perché proprio in brodo?

Nella tradizione bolognese non esiste tortellino senza brodo.Anche nel poemetto di Giuseppe Ceri compare un riferimento esplicito:

"e in un buon brodo di cappon novello, lo diè a gustare a Marte e a Bacco snello."

Il brodo di cappone non rappresenta soltanto un accompagnamento, ma una parte essenziale dell'esperienza gastronomica. Nella cultura contadina emiliana il cappone era infatti considerato ideale per ottenere un brodo ricco, profumato e capace di valorizzare il ripieno senza sovrastarlo.Un piatto apparentemente semplice, ma in grado di racchiudere secoli di tradizione e una sorprendente complessità di sapori.


I tortellini in brodo

Dove mangiare i tortellini in brodo a Bologna

Come per la loro origine, anche sulla domanda "dove si mangiano i migliori tortellini in brodo?" non esiste una risposta univoca.Tra gli indirizzi più apprezzati dai bolognesi e dagli amanti della cucina tradizionale troviamo:

Trattoria MeloncelloStorica trattoria aperta nel 1918 in via Saragozza, apprezzata per la sua cucina tradizionale e per la posizione ai piedi del portico di San Luca.

Trattoria del Tempo BuonoUno degli indirizzi più conosciuti per chi cerca una cucina emiliana fedele alla tradizione e un brodo preparato secondo i canoni classici.

Sfoglia RinaCelebre per la qualità della pasta fresca fatta a mano e per la cura nella lavorazione della sfoglia.

Trattoria Da MeLocale premiato e spesso citato tra i riferimenti contemporanei della cucina bolognese, capace di coniugare tradizione e ricerca.

Per chi invece desidera portarli a casa, una delle botteghe storiche più conosciute è I Famosi Tortellini della Nonna, attività attiva dal 1949 e specializzata nella produzione di pasta fresca e prodotti tipici bolognesi.


Una storia che continua a fumare nel piatto

Che si creda alla leggenda dell'ombelico di Venere o ai documenti custoditi negli archivi cittadini, una cosa è certa: il tortellino in brodo è molto più di una semplice ricetta.È un simbolo dell'Emilia-Romagna, un racconto che attraversa secoli di storia e che continua ancora oggi a riunire persone attorno alla tavola.E forse è proprio questo il suo segreto: in ogni cucchiaio di brodo fumante convivono tradizione, memoria e un pizzico di mito.

  • Instagram
  • Facebook
  • Whatsapp
About generale .png

Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

© 2026 di Proprietà di Alessandra Penco & Ambra Rovida

bottom of page