Reggia di Portici: la casa al mare dei sovrani borbonici
- Redazione
- 15 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
A cura di Emanuela Dente
Affacciata sul mare e circondata da un parco rigoglioso, la Reggia di Portici è un gioiello borbonico che unisce eleganza e storia in un'unica , suggestiva cornice. Tra saloni affrescati e scorci del Vesuvio, ogni angolo racconta il fascino di un passato ancora vivo. Scopri perchè è assolutamnete da vedere: per lasciarti sorprendere da un luogo in cui arte, natura e panorama si fondono in un'esperienza indimenticabile.

Reggia di Portici: nascita e storia

Innamorarsi di un luogo e immaginare di vivere lì o, almeno, avere a disposizione una
casa per poter tornare ogni volta che se ne ha la possibilità. A quanti di noi sarà capitato
di vivere una simile sensazione?
Magari non tutti riescono a realizzare questo genere di sogno, però nel 1738 Carlo III di
Borbone e Maria Amalia di Sassonia riuscirono a dare forma al proprio progetto e
crearono quella che è considerata una delle dimore reali più affascinanti d'Europa, la
Reggia di Portici.
Inizialmente l'obiettivo dei sovrani era quello di realizzare un semplice pied-à-terre, una
“casa al mare” più raccolta e informale dove trascorrere le vacanze lontano dal caos della
Capitale del Regno. Ma in breve tempo questa piccola Reggia divenne talmente famosa da essere inserita tra le
tappe del Grand Tour. Il motivo? La “casa al mare” del re era diventata un museo.
Reggia di Portici: la casa-museo come tappa del Grand Tour

Perché la Reggia di Portici non era solo uno dei più raffinati esempi di architettura
borbonica nel Regno di Napoli, ma rappresentava l'emblema della politica culturale di
Carlo di Borbone.

All'interno dell'edificio, infatti, vennero accolti i reperti originali che, piano piano,
stavano emergendo dagli scavi delle città sepolte durante l'eruzione del Vesuvio nel 79
d.C. Fu per merito di re Carlo che Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis vennero riscoperte, e la
prima vera campagna di scavi venne avviata proprio per volere del re. Certo, le tecniche che venivano utilizzate per recuperare i reperti erano molto simili a quelle dei tombaroli, e molti degli edifici presenti sotto gli strati di lapilli e ceneri vennero danneggiati, ma questa è un'altra storia.

Quello che è certo è che nella Reggia di Portici, gli ambienti destinati alla pubblica
fruizione erano stati “arredati” interamente con statue, lacerti di affreschi, mosaici,
bronzi e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle città vesuviane.
Per dare un'idea al visitatore contemporaneo di cosa stiamo parlando, invitiamo a recarsi
anche il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La maggior parte delle opere che si trovavano a Portici, infatti, sono esposte presso questo straordinario scrigno che contiene, oltre a questi tesori, la meravigliosa collezione
Farnese.
Assolutamente da non perdere!
Ma torniamo alla “casa al mare” di re Carlo.
Reggia di Portici: una terrazza sul Golfo


La costruzione della Reggia di Portici ebbe inizio nel 1738 e si concluse intorno al 1742, sotto la direzione
degli architetti Giovanni Antonio Medrano e Antonio Canevari, con successivi
interventi di maestri quali Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga.
Pur essendo stata concepita come residenza estiva, il palazzo presenta una struttura
monumentale ma al contempo elegante, con ampie terrazze e un impianto scenografico
che si sviluppa attorno ad uno scalone certamente più piccolo, rispetto a quello di altre
residenze borboniche, ma non meno spettacolare.
Gli interni visitabili restituiscono ancora oggi il fasto della corte borbonica: tra gli
ambienti più belli ci sono la Sala del Trono, la Sala delle Guardie, gli appartamenti
reali e ambienti decorati in stile rococò e orientale, come il gabinetto cinese.


Elemento fondamentale del complesso è il parco, imprescindibile per le residenze nobiliari
dell'epoca.
Il giardino superiore, organizzato originariamente secondo lo stile francese, ospita oggi
l’Orto Botanico, che è un vero e proprio museo vivente.
Mentre il “bosco di sopra”, ovvero il cosiddetto Parco Gussone si estende come area
boschiva destinata un tempo allo svago della corte e alle esercitazioni militari.
All'interno di questi spazi sono presenti anche specie vegetali estremamente rare, a
dimostrazione di quella che era la funzione della Reggia, ovvero stupire gli ospiti del Re
e tutti i visitatori esterni.
Il privilegio di studiare alla Reggia di Portici
Dopo l’Unità d’Italia, però, la Reggia di Portici cambiò completamente volto, diventando nel 1872 sede della Scuola Superiore di Agricoltura, trasformata poi in Istituto Superiore
Agrario e infine, dal 1935, nella Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli
Federico II.
Oggi il complesso ospita attività didattiche e di ricerca di rilevanza internazionale, e
rappresenta un raro esempio di continuità tra patrimonio storico e funzione scientifica
contemporanea.
Una linea ferroviaria storica e dalle mille possibilità
Di grande interesse è anche la vicina Stazione ferroviaria di Portici, legata a un evento
epocale: l’inaugurazione, nel 1839 della prima ferrovia italiana, la Napoli–Portici,
fortemente voluta dai Borbone. La volontà di Ferdinando II delle Due Sicilie ha fatto sì che nascesse la prima ferrovia
costruita in Italia. La convinzione che la Napoli-Portici fosse la linea ferroviaria per passeggeri più antica
del mondo, è molto diffusa, ma va corretta.
Effettivamente, questa ferrovia è stata la prima in assoluta costruita nell'Europa
continentale. Ma quando si parla di il trasporto pubblico di passeggeri, bisogna guardare
ancora più indietro. La Stockton and Darlington Railway, e la Liverpool and Manchester Railway, nel
Regno Unito, vennero inaugurate rispettivamente nel 1825 e nel 1830.
Al di là del primato rivendicato dagli inglesi, la stazione di Portici, a dispetto delle
dimensioni contenute, conserva invariato il fascino delle prime architetture ferroviarie
ottocentesche e gode di una posizione privilegiata, affacciata sul suggestivo porticciolo
del Granatello. Questo scenario, con il mare a pochi passi e il Vesuvio sullo sfondo, colpisce
profondamente i visitatori, offrendo un impatto visivo di rara bellezza già all’arrivo.
Oggi Portici è ben collegata: la linea ferroviaria Napoli–Salerno consente di
raggiungere Napoli in circa 10–15 minuti e Salerno in circa 40–50 minuti, mentre la
Circumvesuviana collega rapidamente la città al Capoluogo partenopeo (circa 15–20
minuti). Per godersi appieno l'esperienza, l'ideale è viaggiare in treno, senza dubbio.

In definitiva, la Reggia di Portici si configura come un luogo in cui arte, storia, scienza e
paesaggio si intrecciano armoniosamente, testimoniando la visione illuminata dei Borbone
e la capacità del sito di rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità storica.


