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Reggia di Portici: la casa al mare dei sovrani borbonici

A cura di Emanuela Dente


Affacciata sul mare e circondata da un parco rigoglioso, la Reggia di Portici è un gioiello borbonico che unisce eleganza e storia in un'unica , suggestiva cornice. Tra saloni affrescati e scorci del Vesuvio, ogni angolo racconta il fascino di un passato ancora vivo. Scopri perchè è assolutamnete da vedere: per lasciarti sorprendere da un luogo in cui arte, natura e panorama si fondono in un'esperienza indimenticabile.


Esterno Reggia di Portici
La Reggia di Portici

Reggia di Portici: nascita e storia


Innamorarsi di un luogo e immaginare di vivere lì o, almeno, avere a disposizione una

casa per poter tornare ogni volta che se ne ha la possibilità. A quanti di noi sarà capitato

di vivere una simile sensazione?


Magari non tutti riescono a realizzare questo genere di sogno, però nel 1738 Carlo III di

Borbone e Maria Amalia di Sassonia riuscirono a dare forma al proprio progetto e

crearono quella che è considerata una delle dimore reali più affascinanti d'Europa, la

Reggia di Portici.


Inizialmente l'obiettivo dei sovrani era quello di realizzare un semplice pied-à-terre, una

“casa al mare” più raccolta e informale dove trascorrere le vacanze lontano dal caos della

Capitale del Regno. Ma in breve tempo questa piccola Reggia divenne talmente famosa da essere inserita tra le

tappe del Grand Tour. Il motivo? La “casa al mare” del re era diventata un museo.


Reggia di Portici: la casa-museo come tappa del Grand Tour

Herculanense Museum, Reggia di Portici

Perché la Reggia di Portici non era solo uno dei più raffinati esempi di architettura

borbonica nel Regno di Napoli, ma rappresentava l'emblema della politica culturale di

Carlo di Borbone.


Herculanense Museum, Reggia di Portici

All'interno dell'edificio, infatti, vennero accolti i reperti originali che, piano piano,

stavano emergendo dagli scavi delle città sepolte durante l'eruzione del Vesuvio nel 79

d.C. Fu per merito di re Carlo che Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis vennero riscoperte, e la

prima vera campagna di scavi venne avviata proprio per volere del re. Certo, le tecniche che venivano utilizzate per recuperare i reperti erano molto simili a quelle dei tombaroli, e molti degli edifici presenti sotto gli strati di lapilli e ceneri vennero danneggiati, ma questa è un'altra storia.


Herculanense Museum, Reggia di Portici

Quello che è certo è che nella Reggia di Portici, gli ambienti destinati alla pubblica

fruizione erano stati “arredati” interamente con statue, lacerti di affreschi, mosaici,

bronzi e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle città vesuviane.


Per dare un'idea al visitatore contemporaneo di cosa stiamo parlando, invitiamo a recarsi

anche il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La maggior parte delle opere che si trovavano a Portici, infatti, sono esposte presso questo straordinario scrigno che contiene, oltre a questi tesori, la meravigliosa collezione

Farnese.


Assolutamente da non perdere!


Ma torniamo alla “casa al mare” di re Carlo.


Reggia di Portici: una terrazza sul Golfo


Interno Reggia di Portici

La costruzione della Reggia di Portici ebbe inizio nel 1738 e si concluse intorno al 1742, sotto la direzione

degli architetti Giovanni Antonio Medrano e Antonio Canevari, con successivi

interventi di maestri quali Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga.


Pur essendo stata concepita come residenza estiva, il palazzo presenta una struttura

monumentale ma al contempo elegante, con ampie terrazze e un impianto scenografico

che si sviluppa attorno ad uno scalone certamente più piccolo, rispetto a quello di altre

residenze borboniche, ma non meno spettacolare.


Gli interni visitabili restituiscono ancora oggi il fasto della corte borbonica: tra gli

ambienti più belli ci sono la Sala del Trono, la Sala delle Guardie, gli appartamenti

reali e ambienti decorati in stile rococò e orientale, come il gabinetto cinese.


Parco Reggia di Portici

Statua parco Reggia di Portici

Elemento fondamentale del complesso è il parco, imprescindibile per le residenze nobiliari

dell'epoca.


Il giardino superiore, organizzato originariamente secondo lo stile francese, ospita oggi

l’Orto Botanico, che è un vero e proprio museo vivente.


Mentre il “bosco di sopra”, ovvero il cosiddetto Parco Gussone si estende come area

boschiva destinata un tempo allo svago della corte e alle esercitazioni militari.


All'interno di questi spazi sono presenti anche specie vegetali estremamente rare, a

dimostrazione di quella che era la funzione della Reggia, ovvero stupire gli ospiti del Re

e tutti i visitatori esterni.


Il privilegio di studiare alla Reggia di Portici

Dopo l’Unità d’Italia, però, la Reggia di Portici cambiò completamente volto, diventando nel 1872 sede della Scuola Superiore di Agricoltura, trasformata poi in Istituto Superiore

Agrario e infine, dal 1935, nella Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli

Federico II.


Oggi il complesso ospita attività didattiche e di ricerca di rilevanza internazionale, e

rappresenta un raro esempio di continuità tra patrimonio storico e funzione scientifica

contemporanea.


Una linea ferroviaria storica e dalle mille possibilità

Di grande interesse è anche la vicina Stazione ferroviaria di Portici, legata a un evento

epocale: l’inaugurazione, nel 1839 della prima ferrovia italiana, la Napoli–Portici,

fortemente voluta dai Borbone. La volontà di Ferdinando II delle Due Sicilie ha fatto sì che nascesse la prima ferrovia

costruita in Italia. La convinzione che la Napoli-Portici fosse la linea ferroviaria per passeggeri più antica

del mondo, è molto diffusa, ma va corretta.


Effettivamente, questa ferrovia è stata la prima in assoluta costruita nell'Europa

continentale. Ma quando si parla di il trasporto pubblico di passeggeri, bisogna guardare

ancora più indietro. La Stockton and Darlington Railway, e la Liverpool and Manchester Railway, nel

Regno Unito, vennero inaugurate rispettivamente nel 1825 e nel 1830.


Al di là del primato rivendicato dagli inglesi, la stazione di Portici, a dispetto delle

dimensioni contenute, conserva invariato il fascino delle prime architetture ferroviarie

ottocentesche e gode di una posizione privilegiata, affacciata sul suggestivo porticciolo

del Granatello. Questo scenario, con il mare a pochi passi e il Vesuvio sullo sfondo, colpisce

profondamente i visitatori, offrendo un impatto visivo di rara bellezza già all’arrivo.


Oggi Portici è ben collegata: la linea ferroviaria Napoli–Salerno consente di

raggiungere Napoli in circa 10–15 minuti e Salerno in circa 40–50 minuti, mentre la

Circumvesuviana collega rapidamente la città al Capoluogo partenopeo (circa 15–20

minuti). Per godersi appieno l'esperienza, l'ideale è viaggiare in treno, senza dubbio.


Panorama dalla Reggia di Portici

In definitiva, la Reggia di Portici si configura come un luogo in cui arte, storia, scienza e

paesaggio si intrecciano armoniosamente, testimoniando la visione illuminata dei Borbone

e la capacità del sito di rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità storica.



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Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

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