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World Press Photo 2026 a Genova: le fotografie che non possiamo ignorare

11 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Fino all’8 dicembre, il Palazzo Ducale di Genova ospita 144 fotografie firmate da 42 autori internazionali. Un viaggio attraverso conflitti, cambiamenti sociali e storie umane che hanno segnato l’attualità.


World Press Photo Genova 2026

Ci sono fotografie che documentano un avvenimento e altre che riescono a raccontare ciò che le parole, da sole, non sempre restituiscono. Immagini capaci di attraversare confini geografici e culturali, portando davanti ai nostri occhi realtà spesso lontane dalla quotidianità. È questo il cuore della World Press Photo Exhibition 2026, tornata a Genova per il secondo anno consecutivo e visitabile fino all’8 dicembre nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale. La mostra riunisce 144 fotografie realizzate da 42 autori premiati, selezionati tra oltre 57.000 immagini provenienti da tutto il mondo. Un percorso che mette al centro il valore del fotogiornalismo come strumento di informazione, testimonianza e memoria.


World Press Photo: oltre settant'anni di fotogiornalismo

Nato nel 1955 ad Amsterdam, il World Press Photo Contest è diventato uno dei principali riconoscimenti internazionali dedicati alla fotografia giornalistica e documentaria. L'edizione 2026, la sessantanovesima, ha raccolto 57.376 immagini presentate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. Le opere sono state esaminate da giurie regionali indipendenti e successivamente da una giuria internazionale, chiamata a valutare non soltanto la qualità fotografica, ma anche la capacità di raccontare una storia e restituirne il contesto. Il risultato è una narrazione visiva collettiva, nella quale esperienze individuali e grandi avvenimenti internazionali si incontrano.


World Press Photo Genova 2026

Le storie dietro le immagini

Conflitti armati, migrazioni, crisi ambientali, tensioni politiche e diritti umani attraversano il percorso espositivo. Accanto agli avvenimenti che occupano le prime pagine dei giornali trovano spazio vicende meno conosciute, raccontate attraverso il lavoro di fotografi che hanno scelto di documentarle da vicino.

Tra le immagini più significative dell'edizione figura Separated by ICE, della fotografa statunitense Carol Guzy, vincitrice del riconoscimento World Press Photo of the Year 2026. Il lavoro affronta le conseguenze delle politiche migratorie statunitensi, riportando l'attenzione sulle persone e sulle famiglie coinvolte. È proprio questa una delle caratteristiche della mostra: restituire un volto e una dimensione umana a questioni che, nel dibattito pubblico, vengono spesso raccontate attraverso numeri, dichiarazioni e statistiche.


Il valore di una fotografia in un mondo di immagini

Viviamo circondati da fotografie, video e contenuti che scorrono rapidamente sugli schermi. In questo flusso continuo, il rischio è quello di osservare molto senza riuscire davvero a comprendere. World Press Photo invita a fare il contrario: fermarsi. Ogni immagine richiede tempo, attenzione e disponibilità a conoscere ciò che si trova oltre l'inquadratura. La fotografia documentaria diventa così anche un'occasione per riflettere sul ruolo dell'informazione, sulla libertà di stampa e sulla responsabilità di chi racconta il presente. Portare questa esposizione a Genova significa offrire alla città uno spazio di confronto con avvenimenti e storie che riguardano tutti, anche quando si svolgono a migliaia di chilometri di distanza.


World Press Photo Genova 2026

World Press Photo 2026: informazioni per la visita

La mostra è visitabile fino all'8 dicembre 2026 presso la Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, in Piazza Giacomo Matteotti 9 a Genova.

Orari: dalla domenica al venerdì dalle 10:00 alle 19:00; il sabato dalle 10:00 alle 20:00.

Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro, under 27 a 8 euro e under 18 a 4 euro.

Per informazioni e biglietti è possibile consultare il sito ufficiale di Palazzo Ducale o quello di World Press Photo Genova.

Una mostra che non chiede soltanto di guardare delle fotografie, ma di interrogarsi sulle storie che raccontano e sul mondo in cui viviamo.

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Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

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