Renoir, Monet, Cézanne e Toulouse-Lautrec a Genova: 200 anni d'arte a Palazzo Ducale
Dal 15 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, oltre 140 opere della Collezione Scharf arrivano per la prima volta in Italia. Un viaggio attraverso due secoli di storia dell'arte, tra Impressionismo, avanguardie e arte contemporanea.

Ci sono collezioni che raccontano la storia dell'arte e altre che, insieme alle opere, custodiscono anche le vicende di chi le ha raccolte, protette e tramandate. La Collezione Scharf appartiene a entrambe.
Dal 15 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, Palazzo Ducale di Genova ospita Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf, una grande esposizione dedicata a una delle più importanti raccolte private tedesche, rimasta per lungo tempo lontana dagli occhi del pubblico. Dopo le tappe all'Alte Nationalgalerie di Berlino e al Kunstpalast di Düsseldorf, la mostra arriva per la prima volta in Italia con oltre 140 opere, proponendo un percorso che attraversa due secoli di trasformazioni artistiche, dall'Ottocento fino alla contemporaneità. Curata da Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale, l'esposizione nasce dalla collaborazione tra Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, The Scharf Collection e MondoMostre.
Una collezione che attraversa la storia europea
Per comprendere il valore di questa esposizione bisogna partire da Berlino, dove prende forma una raccolta destinata ad attraversare quattro generazioni. La sua origine è legata a Otto Gerstenberg, collezionista appassionato di arte francese e dei movimenti che stavano trasformando la pittura europea tra Ottocento e Novecento. La raccolta cresce in un periodo di grande fermento artistico, quando Impressionismo e avanguardie mettono progressivamente in discussione le regole della rappresentazione tradizionale. Ma la storia della famiglia Scharf si intreccia presto con quella più drammatica dell'Europa. Durante la Seconda guerra mondiale, Margarethe Scharf, figlia di Gerstenberg, riesce a mettere in salvo una parte fondamentale della collezione. Altre opere vengono invece sottratte dall'Armata Rossa come bottino di guerra. Nonostante le perdite e le difficoltà del periodo bellico, la famiglia riesce a preservare e successivamente ricostruire un patrimonio che continuerà ad arricchirsi negli anni. I discendenti Walther e Dieter Scharf sviluppano due percorsi differenti: Dieter approfondisce il Surrealismo, mentre Walther, insieme alla moglie Eve e al figlio René, amplia il nucleo dedicato all'arte francese, introducendo opere di Monet, Cézanne, Matisse e Picasso. Oggi sono René e Christiane Scharf a portare avanti questa eredità, mantenendo vivo l'interesse per la pittura e aprendosi alle ricerche dell'arte contemporanea. Una storia che dimostra come una collezione non sia necessariamente qualcosa di immobile, ma possa continuare a trasformarsi insieme alle persone che se ne prendono cura.

Da Goya a Monet: la rivoluzione della luce e del colore
Il percorso espositivo segue un itinerario cronologico che permette di osservare alcuni dei cambiamenti più importanti della pittura europea. Si parte dalle incisioni di Francisco Goya e dagli studi dal vero di Jean-Baptiste Camille Corot, per arrivare alla rivoluzione impressionista. Con Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir ed Edgar Degas, la pittura si allontana progressivamente dalle convenzioni accademiche, cercando nuovi modi per rappresentare la realtà. La luce, il colore, il movimento e la percezione diventano elementi centrali della ricerca artistica. Monet esplora gli effetti mutevoli della luce e dell'atmosfera, Renoir restituisce la vitalità delle figure e dei momenti quotidiani, mentre Degas osserva il movimento e la gestualità del corpo umano. Tra le opere della raccolta figura anche Waterloo Bridge di Monet, del 1903, testimonianza delle sue ricerche sugli effetti atmosferici e sulle variazioni cromatiche. Sono sperimentazioni che modificano profondamente il modo di dipingere e preparano il terreno alle trasformazioni successive.
Cézanne, Toulouse-Lautrec e le nuove strade della modernità
Con Paul Cézanne, la pittura intraprende un'altra direzione. La realtà non viene più soltanto osservata attraverso la luce, ma studiata nelle sue strutture, nei volumi e nelle relazioni tra le forme.
Le sue ricerche contribuiranno in maniera decisiva allo sviluppo delle avanguardie del Novecento.
Accanto a lui, artisti come Henri de Toulouse-Lautrec, Pierre Bonnard ed Édouard Vuillard raccontano la modernità attraverso linguaggi differenti. La vita urbana, gli interni domestici, i manifesti, il teatro e i luoghi della socialità diventano soggetti attraverso i quali osservare una società in trasformazione.
Nel loro lavoro emergono anche le influenze dell'arte giapponese, che contribuisce a rinnovare composizioni, prospettive e utilizzo del colore. La mostra permette così di comprendere come il passaggio dall'Ottocento al Novecento non sia stato segnato da una sola rivoluzione artistica, ma da una serie di ricerche spesso parallele e in dialogo tra loro.

Dalle avanguardie all'arte contemporanea
Il racconto prosegue con Henri Matisse, per il quale il colore assume una crescente autonomia espressiva, e con le sperimentazioni cubiste di Pablo Picasso, Juan Gris e Fernand Léger.
La rappresentazione tradizionale dello spazio viene progressivamente scomposta, mentre la pittura esplora nuove possibilità di costruzione dell'immagine. Da qui il percorso attraversa il Surrealismo e l'Espressionismo Astratto, fino a raggiungere le ricerche contemporanee. Le opere di Sam Francis, Hiroshi Sugimoto, Daniel Richter, Tony Cragg e Katharina Grosse testimoniano come le sperimentazioni avviate dai grandi maestri dell'Ottocento continuino a influenzare il linguaggio artistico. Il dialogo tra figurazione e astrazione, tra materia e colore, tra osservazione della realtà e interpretazione personale, attraversa infatti l'intera collezione. Due secoli d'arte che, anziché essere presentati come periodi separati, diventano parte di un racconto continuo.
Il valore di custodire e condividere l'arte
Uno degli aspetti più significativi della mostra è proprio il ruolo del collezionismo privato nella conservazione del patrimonio culturale. Le opere della famiglia Scharf hanno attraversato guerre, confische, trasferimenti e cambiamenti politici, mantenendo però un legame con le generazioni che le hanno custodite. La loro presenza a Genova rappresenta anche il passaggio da una dimensione privata a una pubblica, rendendo accessibili dipinti e lavori che per decenni sono stati conosciuti soprattutto attraverso cataloghi e pubblicazioni specialistiche. Come spiegano René e Christiane Scharf, le opere non appartengono davvero a chi le possiede, ma vengono custodite per un tratto di tempo, prima di essere consegnate idealmente alle generazioni successive. È forse questa la chiave più interessante per leggere l'intera esposizione: non soltanto una successione di grandi nomi, ma una riflessione sul rapporto tra arte, memoria e responsabilità culturale.

Genova e Palazzo Ducale al centro del dialogo artistico internazionale
Con l'arrivo della Collezione Scharf, Palazzo Ducale rafforza il proprio programma espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell'arte internazionale. La scelta di Genova assume anche un significato simbolico. Città storicamente legata agli scambi commerciali e culturali, Genova accoglie oggi una collezione nata dall'interesse di una famiglia tedesca per l'arte francese e cresciuta attraverso le trasformazioni dell'Europa contemporanea. La mostra offre l'opportunità di osservare da vicino opere di artisti che hanno contribuito a cambiare il linguaggio visivo degli ultimi due secoli, ma invita anche a riflettere su ciò che permette all'arte di attraversare il tempo. Perché dietro ogni dipinto non si trova soltanto la storia di chi lo ha realizzato, ma anche quella di chi ha scelto di conservarlo.

Informazioni utili per visitare la mostra
Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf
Palazzo Ducale, Sottoporticato, Piazza Matteotti 9, Genova.
Dal 15 ottobre 2026 al 2 maggio 2027.
Orari di apertura:
Lunedì: 14:00–19:30
Da martedì a giovedì e domenica: 10:00–19:30
Venerdì e sabato: 10:00–20:00
La biglietteria chiude un'ora prima della mostra.
Biglietti:
Intero: 16 €
Ridotto: 14 €
Over 65: 15 €
Universitari: 10 € (giovedì)
Ragazzi dai 6 ai 17 anni: 7 €
Sono previste ulteriori agevolazioni e tariffe dedicate ai gruppi e alle scuole.
Per informazioni aggiornate e prenotazioni è possibile consultare il sito ufficiale di Palazzo Ducale.



