Museo Correr di Venezia, una residenza principesca
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a cura di Giuditta Ferrari
Il palazzo che oggi ospita il Museo Correr di Venezia fu in passato la residenza di diverse famiglie reali tra cui anche l’imperatrice d’Austria Elisabetta.

L’origine del Museo Correr, un grande collezionista
Il Museo Correr prende il nome dal nobile veneziano Teodoro Correr, poiché il nucleo originario è costituito dalla sua ricca collezione personale. Il patrizio veneziano dedicò gran parte della sua vita a raccogliere opere d’arte e ogni sorta di cimeli all’interno del suo palazzo, trasformato poi in una sede espositiva per rendere fruibile il suo patrimonio come in un museo.
Col passare del tempo le collezioni si accrebbero e nel 1887 fu necessario il trasferimento nella nuova sede più spaziosa del Fondaco dei Turchi. Nel 1922 il museo fu definitivamente spostato in piazza San Marco, nell'attuale sede presso l'Ala Napoleonica e le Procuratie Nuove.

Da palazzo reale a museo
Piazza San Marco non è sempre stata così. Durante il Regno d’Italia (1806-1814) viene realizzata l’Ala Napoleonica dove in precedenza sorgeva la chiesa di San Geminiano. Dal 1807 il complesso, costituito dall’Ala, dalla Libreria Marciana e da parte dell’edificio della Zecca, fu destinato a residenza per volere di Napoleone e gli spazi interni vennero decorati in stile neoclassico.
L’imperatore francese non ebbe tuttavia il tempo di soggiornarvi: nel 1814 Venezia passò sotto il dominio austriaco e il palazzo divenne residenza della corona asburgica.
Risalgono a metà Ottocento le modifiche tipiche dello stile impero, visibili negli ornati e nelle decorazioni, pensate per rispondere ai gusti della corte, in particolare dell’imperatrice.
Nelle eleganti sale degli appartementi reali trovò rifugio l’imperatrice Elisabetta di Wittelsbach. L’imperatore Francesco Giuseppe veniva spesso a Venezia con il treno per ricongiungersi alla sua consorte. Qui l’imperatrice, nota anche come Sissi, preferiva passare il suo tempo lontana dalle pressioni della suocera e per sfuggire alla noia e ai doveri della corona.
Nel 1866, con l’annessione di Venezia al Regno d'Italia, il palazzo passò ai re sabaudi. Nel 1919 Vittorio Emanuele III re d'Italia restituì la residenza al Demanio dello Stato affinché venisse utilizzata dal Ministero della Pubblica istruzione.

Museo Correr: la centralità nella scena politica
Palazzo Correr era la residenza ufficiale nella quale i membri della famiglia reale ricevevano e incontravano ambasciatori e rappresentanti di nazioni diverse. Era quindi un luogo di potere, dove anche i balli organizzati nel maestoso salone contribuivano a intrecciare relazioni diplomatiche e a consolidare alleanze.
Nulla era lasciato al caso: ogni dettaglio aveva un significato preciso, volto a esibire la ricchezza e il prestigio della famiglia. La posizione stessa del palazzo, nella principale piazza veneziana, accanto al Palazzo Ducale e alla Basilica di San Marco, ne sottolineava l’importanza. Dalle finestre degli appartamenti reali sul lato affacciato sull’isola di San Giorgio, si potevano osservare le navi che entravano e uscivano in bacino.

La storia di Venezia al Museo Correr
Nei corridoi infiniti del palazzo ora trovano posto il Museo Correr, quello Archeologico e le sale monumentali della Biblioteca Marciana. La visita rappresenta un vero viaggio nel tempo: si parte dalla storia della Repubblica di Venezia raccontata nel Museo Correr, per poi proseguire con la storia antica romana e greca nel Museo Archeologico.
La storia della città viene raccontata non solo attraverso documenti, libri e monete, ma anche tramite l’arte di Canova, Antonello da Messina e Carpaccio.
Uno dei momenti più suggestivi della visita è rappresentato dalle sale reali, dove hanno soggiornato figure illustri come l'Imperatrice Sissi. Nella sala d’angolo, destinata alle udienze, è possibile ammirare il ritratto dell’imperatrice Elisabetta, raffigurata come una giovane fanciulla dallo sguardo fiero. Purtroppo gran parte dell’arredo originale è andato perduto, poiché è stato portato via dagli austriaci al momento della fuga. Tuttavia, i curatori del museo sono riusciti a ricreare gli ambienti utilizzando mobili e oggetti provenienti da altri palazzi.

È possibile proseguire la visita del Museo grazie ad una guida con la quale si accede anche a un percorso speciale. Alcune sale sono infatti visitabili solamente insieme a una guida e il tour in diverse lingue si può prenotare presso la biglietteria del museo.


