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Bologna vista dai suoi portici

6 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Quando pensi a Bologna, non ti vengono in mente i suoi portici e la danza di luce rossa e arancione che il sole crea tra le loro colonne? I portici sono uno degli elementi più riconoscibili di Bologna. Fanno da sfondo a moltissime immagini della città e sono una parte fondamentale della sua identità architettonica. Però i portici non sono solo una caratteristica architettonica, ma anche parte del modo di vivere la città. Scoprili con noi.



portici bologna
San Luca, Bologna

Portici di Bologna: riparo, incontri e vita quotidiana

I portici proteggono dal caldo in estate e quando piove forte offrono riparo dalla pioggia. Un portico può essere una parte di un edificio antico, un passaggio che collega una piazza, una strada o un quartiere, oppure il percorso che le persone fanno ogni giorno per andare al lavoro, a scuola o a casa. 


Sotto i portici, le persone aspettano i loro amici o pranzano mangiando la pasta preparata a casa. Sotto la luce che filtra attraverso le loro colonne ci sono gli innamorati che si abbracciano, le persone che si siedono per rilassarsi e quelle che aspettano l'autobus all'ombra.


Portici di Bologna: da spazio privato a luogo pubblico

piazza cavour bologna
Piazza Cavour, Bologna

Uno dei modi più belli per esplorare Bologna è camminare sotto i portici. Alcuni si trovano nelle vie più tranquille e lontano dal movimento del centro. Il portico di San Luca, invece, è uno degli itinerari pedonali più speciali di Bologna. Oggi, le persone ci camminano, gli sportivi ci corrono e, una volta in cima, ammirano il panorama della città. 


Ma come sono nati i portici e come sono diventati parte dell’identità?


La loro storia risale al XII secolo. L'aumento della popolazione fece crescere il bisogno di nuove abitazioni e inoltre, con l'ampliamento dei piani superiori degli edifici, fu necessario creare una struttura di sostegno al piano terra. Da qui iniziarono a comparire i portici. Con il tempo, furono riconosciuti i loro vantaggi pratici ed estetici e, nel 1288, la loro costruzione divenne obbligatoria.


Ancora oggi i portici sono proprietà private, ma comunque accessibili al pubblico. Nel 2021, i portici sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO. Ma perché?


Oltre alla loro storia e bellezza, i portici raccontano anche il rapporto tra la città e chi la vive. Grazie ai portici, si può scoprire Bologna da una prospettiva diversa. Raccontano le diverse epoche della città, i suoi quartieri e la sua vita sociale. 


Portici di Bologna: ogni strada racconta una storia



Via Zamboni rappresenta lo spirito accademico di Bologna, la città conosciuta come la Dotta. Qui, sotto i lunghi portici antichi, la vita continua fino a tarda notte. I progetti dei portici riprendono le tradizioni medievali, ma reinterpretano l'architettura classica. Il portico di questa via crea un legame tra il passato e l'università moderna.


Santo Stefano è una piazza del tramonto. Potrebbe essere il luogo migliore per ammirare i colori della città al tramonto, magari con un drink. Gli edifici della piazza erano palazzi nobiliari nel Medioevo e nel Rinascimento, quando qui viveva l’aristocrazia. Quindi i dettagli della sua architettura non servivano solo a sostenere la struttura, ma anche a mostrare lo status e il prestigio dei palazzi, con colonne, archi, capitelli e volte. 


I portici di Santa Caterina si trovano in una zona dove la cultura locale è ancora molto presente. In passato qui c’era una vita di quartiere, proprio come oggi. Camminando per le sue strade, si incontrano gli artigiani, si trovano le panetterie e i negozi. Qui è ancora possibile mangiare nelle storiche trattorie e bere qualcosa nel pub. Tutto questo si svolge sotto i portici, semplici ma caratteristici. Forse è anche grazie ai portici che qui si sente ancora lo spirito di quartiere. 


Strada Maggiore conserva tracce di portici risalenti al Medioevo, al Rinascimento e all'epoca moderna. Anche Casa Isolani, con il suo portico in legno, si trova su questa strada (Sì, proprio quello dove tutti alzano lo sguardo per cercare le famose tre frecce!). 


Basta camminare lungo questa strada per vedere come il vecchio e il nuovo si completino a vicenda. Questi portici aiutano a capire come l’architettura residenziale di Bologna sia cambiata nel corso della storia.


Via Farini, invece, è un esempio completamente diverso. Si collega a Piazza Minghetti e si trova in una delle principali zone commerciali della città. Nel XIX secolo, quindi, si decise di aggiungere nuovi portici per dare alla zona un aspetto più moderno. 


Mentre la città cambia, anche i portici cambiano; il loro aspetto e il loro uso raccontano diversi periodi e il carattere della città. In questo modo, diventano un elemento fondamentale che conserva la storia di Bologna. I portici lasciano piccoli indizi come pezzi di un puzzle, e aiutano a capire la storia dei suoi quartieri.





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