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PL>Y Festival del gioco a Bologna

a cura di Giorgia Baratti

Entra, scegli, gioca - Bologna Fiere 22 - 24 maggio 2026

Mentre i ciliegi fioriscono e le uova di pettirosso si schiudono al calore delle giornate, Bologna cova per tutti i suoi cittadini più fantasiosi, un evento che continua a crescere di anno in anno per visibilità e adesioni.

Nella cornice colorata e piena di eventi della Bologna primaverile siamo giunti al periodo che i “nerd” adorano di più: PLAY il festival del gioco da tavolo (anche se è molto di più).


Play Festival, Bologna Fiera 2026

Questa manifestazione culturale, un po’ showroom e un po’ mercato, un po’ ludoteca e un po’ teatro avviene dal 2008. Negli anni ha cambiato location da Modena a Bologna Fiere e, quest'anno, apre i battenti per farvi vivere un’indimenticabile esperienza di divertimento dal 22 al 24 Maggio.

43.000 metri quadri di dadi che rotolano, miniature che prendono vita e novità per accontentare anche il giocatore più schizzinoso.

In questa allegra ambientazione giocatori veterani, nuove reclute e curiosi dell’ambito, si ritrovano per giornate di intenso gioco un po’ come si faceva in Grecia per i giorni delle grandi Dionisie.

Ma il play è molto più che un semplice festival del gioco da tavolo, è convivialità, connessione, novità.


Play 2025

Perché PLAY Festival del gioco é speciale

Il mondo del gioco da tavolo è un po’ come un reame a parte sempre pronto ad accoglierti. Nel mondo social di oggi le connessioni dal vivo sono sempre più flebili e in questa corrente forte quanto il 5G, si erge come scialuppa di salvataggio il PLAY, un festival ideato e sviluppato per cercare di ritrovare quella gioia ed entusiasmo del giocare assieme.

In un ambiente che ricorda un dungeon o un labirinto segreto, l’evento si sviluppa tra stand, laboratori, talk show e scoperte facendo perdere un po’ il senso dell’orientamento, ma riscoprire interazioni umane.

Play non è solo una fiera: è un rito collettivo, un momento in cui la città si trasforma in un grande laboratorio dell’immaginazione. Come nell’antica Atene le Dionisie celebravano la creatività attraverso teatro, musica e partecipazione, oggi Play celebra tutto questo con il gioco. Play è una vera e propria disciplina, fatta di regole, collaborazioni e stratagemmi. E’ un modo divertente per mettersi alla prova e scoprire i propri limiti e anche superarli, imparando a collaborare l’un l’altro.

Ogni tavolo al PLAY è un microcosmo e ogni partita un racconto a sé. Il gioco è socialità immediata, risate condivise, nessuno viene limitato dai pregiudizi. PLAY è spettacolo, eventi, colori, suoni, esperienze che ti avvolgono allegramente ma è anche innovazione e contemporaneità, un incredibile punto di osservazione sul contemporaneo e il futuro di come il gioco stia cambiando: più inclusivo, più narrativo, più educativo. È per questo che PLAY funziona, perché unisce emozione, spettacolo e cultura.


Play 2025

Cosa succede al Play di questo anno?

Assieme alla valanga di nuovi giochi appena usciti, variazioni di classici ed estensioni di versioni già in commercio, ci sono ospiti, laboratori e vere e proprie star del mondo ludico- scientifico.

Tra gli ospiti che rendono questa edizione memorabile c'è Barbascura X, divulgatore scientifico e youtuber che ha costruito la sua cifra stilistica su un paradosso riuscito: raccontare la natura con irriverenza, smontarne il mito della bellezza ordinata, restituirla nella sua verità grottesca e meravigliosa. Al PLAY presenta Bestie Bastarde, party game nato dalla collaborazione con MS Edizioni, con le illustrazioni graffianti di Enrico Machiavello, un gioco, come lui stesso lo definisce, "perfetto per farti litigare", in cui essere bastardi non è un difetto ma una strategia.


Questa edizione porta con sé anche una dedica precisa: alle donne. Nel 2026 ricorrono gli ottant'anni dal diritto al voto femminile in Italia, e PLAY ha scelto di celebrare la ricorrenza mettendo al centro autrici, illustratrici e innovatrici che da anni ridisegnano i confini di un settore ancora troppo spesso percepito come territorio maschile.


Play 2025

Debutta da quest'anno una nuova area dedicata al gioco come strumento di divulgazione scientifica in cui poter sperimentare con tantissime attività guidate da associazioni come CNR, Università di Bologna e altre. Quest’area è la Ludoteca Scientifica, una delle new entry più importanti che dimostrano come il mondo del gioco sia importante non solo da bambini ma anche nell’età adulta.


Arrivano anche gli History Games, area dedicata all'apprendimento attraverso il gioco, con laboratori ed esperienze che usano la storia come materia viva. E ancora Art@Play, progetto realizzato con l'Accademia di Belle Arti di Bologna, che porta installazioni, workshop e incontri dove arte contemporanea e dimensione ludica si toccano senza gerarchie.


Per chi volesse prolungare l'esperienza oltre il tramonto, quest'anno PLAY apre le porte anche la sera, fino alle 23, un'occasione rara per vivere la fiera in una luce diversa, più intima. Play by night!


All’interno di Play trova spazio anche INTROPAINT!, l’area dove gli Araldi dell’Intropittura trasformano la pittura di miniature in un’esperienza aperta a tutti. Dimostrazioni dal vivo, una sezione dedicata all’aerografo e sessioni guidate che permettono di dipingere la prima miniatura in meno di un’ora. Un piccolo laboratorio d’arte che mostra il lato più creativo e artigianale del gioco.


Da quest’anno PLAY apre anche ai videogiochi con una “call for digital games”. L’obbiettivo è dare spazio anche a sviluppatori indipendenti allargando il concetto di PLAY come festival del gioco non solo da tavola perché il gioco, in tutte le sue forme, ha sempre cercato nuovi tavoli a cui sedersi.


Play 2026 è un livello pieno di porte da aprire: editori, autori, tavoli e storie che aspettano solo di essere giocate. È un ecosistema che vive di incontri e di scoperte. Play non è solo un posto dove poter giocare: ci si ricorda perché si gioca. E quest’anno, Bologna è pronta a rimettere tutti in partita.


Ci vediamo tra i tavoli.


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Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

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