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Mostra Matisse: la poesia della carta arriva a Roma

A cura di Debora Piergallini


Nel cuore di Roma, tra le solenni architetture di Piazza Santa Croce in Gerusalemme, il dialogo tra storia e arte contemporanea trova un perfetto equilibrio nella mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta”, ospitata presso il Museo Storico della Fanteria fino al 28 Giugno. Un’esposizione raffinata e sorprendentemente intima che accompagna il visitatore nell’ultima, rivoluzionaria stagione creativa di Henri Matisse, quando il grande maestro francese trasformò carta, colore e forbici in strumenti di assoluta libertà espressiva.


esterno mostra matisse roma

Mostra Matisse: dove vederla

Statua equestre di Vittorio Emanuele II, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, Roma
Statua equestre di Vittorio Emanuele II, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme

La mostra su Matisse è esposta al Museo Storico della Fanteria, situato in una delle aree più ricche di storia della capitale. Esso si affaccia su Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, un luogo che conserva ancora oggi un’atmosfera sospesa tra monumentalità romana e memoria religiosa. La piazza prende il nome dalla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una delle sette chiese storiche di Roma, fondata nel IV secolo dall’imperatrice Elena, madre di Costantino, che secondo la tradizione portò a Roma alcune reliquie della Croce di Cristo provenienti da Gerusalemme. Ancora oggi la basilica custodisce preziose reliquie della Passione ed è meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. La zona è caratterizzata da un fascino particolare: poco distante sorgono le antiche Mura Aureliane, l’Anfiteatro Castrense e i resti del Palazzo Sessoriano, testimonianze di una Roma stratificata dove archeologia, spiritualità e vita contemporanea convivono in maniera unica. Piazza Santa Croce in Gerusalemme, mantiene un carattere raccolto e quasi contemplativo, perfetto per ospitare eventi culturali e mostre d’arte.


Murales "Il Granatiere" di Lino Lipinski, 1937, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme
Il Granatiere di Lino Lipinski, 1937, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme

In questo contesto si inserisce il Museo Storico della Fanteria, edificio monumentale nato agli inizi del Novecento con la funzione di custodire la memoria storica dell’esercito italiano e in particolare della fanteria. Al suo interno sono conservati uniformi, cimeli, documenti storici, opere pittoriche e testimonianze legate alle campagne militari italiane dal Risorgimento fino al Novecento. Negli ultimi anni, però, il museo ha saputo trasformarsi anche in uno spazio espositivo dinamico, aprendosi sempre più all’arte moderna e contemporanea. Le sue grandi sale monumentali, caratterizzate da ambienti ampi e luminosi, ospitano frequentemente mostre dedicate ai grandi protagonisti dell’arte internazionale, offrendo un dialogo suggestivo tra la solennità storica dell’edificio e la sensibilità delle opere contemporanee. È proprio questa combinazione tra memoria storica, architettura monumentale e ricerca artistica a rendere il Museo Storico della Fanteria una sede espositiva particolarmente affascinante nel panorama culturale romano.


Mostra Matisse: Litografie, carta e sperimentazione

interno mostra matisse roma

La mostra “L’ultimo Matisse – Morfologie di carta” concentra lo sguardo sull’ultima fase della produzione artistica di Henri Matisse, quella meno nota al grande pubblico ma tra le più innovative della sua carriera. Curata con un taglio elegante e raccolto, l’esposizione riunisce oltre cento opere provenienti da collezioni private e accompagna il visitatore dentro una dimensione creativa intima e profondamente sperimentale. Negli anni Quaranta, segnato dalla malattia e da una condizione fisica sempre più fragile, Matisse abbandona progressivamente la pittura tradizionale per dedicarsi ad una nuova ricerca espressiva. La carta diventa il suo principale strumento creativo: viene ritagliata, colorata, assemblata e trasformata in composizioni essenziali ma straordinariamente vitali.



Uno degli aspetti più interessanti della mostra è proprio l’attenzione dedicata all’attività litografica dell’artista. Lontano dall’immagine più celebre del pittore fauve, questa esposizione rivela un Matisse sperimentatore, capace di reinventarsi attraverso litografie, incisioni, libri illustrati e opere su carta. Tra i riferimenti più importanti di questa fase emerge Jazz, celebre libro d’artista pubblicato nel 1947, considerato una delle opere più innovative del Novecento. Non si tratta di una rivista in senso tradizionale, ma di una raccolta di tavole realizzate con la tecnica dei papier découpés, accompagnate da testi ideatii dallo stesso Matisse. Le immagini, ispirate al ritmo, al circo, al teatro e alla musica jazz, esplodono sulla pagina con colori vibranti e forme essenziali, trasformando il libro in un’opera d’arte totale.


litografia mostra matisse roma da rivista verve

Accanto a Jazz, fondamentale fu anche la collaborazione con la rivista Verve, prestigiosa pubblicazione francese fondata da Tériade, che tra gli anni Trenta e Cinquanta coinvolse alcuni dei più grandi artisti del Novecento. Per Verve, Matisse realizzò numerose litografie, illustrazioni e composizioni grafiche, sperimentando nuove possibilità espressive attraverso il segno e il colore. Le pagine della rivista divennero per lui uno spazio di libertà creativa, dove arte editoriale e ricerca visiva si incontravano in modo innovativo. Particolarmente suggestive sono le opere legate proprio alla serie Jazz, dove segni essenziali, colori puri e forme ritagliate sembrano muoversi nello spazio bianco del foglio con ritmo musicale. In queste composizioni Matisse raggiunge una sintesi estrema: pochi elementi bastano a creare energia, movimento ed emozione.


Mostra Matisse: intima e poetica

La mostra è che invito a rallentare, ad abbandonare la fretta dello sguardo contemporaneo per entrare in una dimensione più lenta e contemplativa. Le opere esposte raccontano un artista che, pur attraversando una fase difficile della propria vita, riesce a trasformare il limite fisico in libertà creativa. Il percorso espositivo restituisce un’atmosfera raccolta, quasi silenziosa, dove ogni lavoro dialoga con lo spazio in maniera delicata e intensa. Una mostra particolare, lontana dagli eccessi spettacolari delle grandi retrospettive, che permette invece di entrare in contatto con la parte più umana e poetica di Henri Matisse.

 

“Ho scelto dI custodire dentro di me tormenti e inquietudini per poter trasmettere solamente la bellezza del mondo e la gioia del dipingere”

Henri Matisse

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