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Dove la natura incontra la storia: il Museo Civico di Storia Naturale diVerona


Nel cuore di Verona, il Museo Civico di Storia Naturale custodisce una delle collezioni scientifiche più importanti d’Italia. Tra fossili, reperti archeologici, minerali, animali e testimonianze preistoriche, il percorso attraversa epoche lontanissime e racconta il legame profondo tra il territorio veronese, la natura e la storia della terra.


Museo di Storia Naturale di Verona


Palazzo Pompei nacque tra il 1530 e il 1550 su commissione dell'omonima famiglia, progettato da Michele Sanmicheli, tra i massimi architetti del Rinascimento veneto. Nel 1833, il conte Alessandro Pompei lo donò al Comune di Verona perché diventasse luogo di cultura e sapere. Da allora, ampliato progressivamente a partire dal 1858, ospita il Museo Civico di Storia Naturale: sedici sale espositive, una biblioteca, laboratori di ricerca attiva e collezioni che abbracciano mineralogia, paleontologia e zoologia. Un istituto vivo, tanto luogo di studio quanto porta aperta sul mondo naturale.


Le radici preistoriche del territorio

Il viaggio comincia da vicino, dalla terra che abitiamo. La sala di Preistoria Veronese racconta come l'uomo, da cacciatore nomade, sia diventato agricoltore e costruttore di comunità. Reperti disposti in ordine cronologico, dal Paleolitico inferiore alla prima Età del Ferro, tracciano una linea sottile ma continua tra noi e chi ci ha preceduto. Una sezione di particolare intensità è dedicata alle palafitte, insediamenti lacustri e fluviali caratteristici del territorio veronese, oggi riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. I materiali provengono da siti sommersi come Cisano e Porto di Pacengo, ma anche dai villaggi su impalcato di Tombola di Cerea. Le palafitte di Peschiera, le prime scoperte in Italia a metà Ottocento, hanno restituito migliaia di oggetti in bronzo di straordinaria qualità.

A fare da contrappunto spirituale è l'allestimento "Aldilà della vita", dedicato all'archeologia funeraria. Tre sepolture complete, con scheletri e corredi originali provenienti da Riparo Tagliente, Quinzano e Franzine Nuove, ci interrogano sul senso del rito e sulla nascita del pensiero simbolico. La distanza tra l'uomo preistorico e quello moderno, a guardarla bene, è più corta di quanto si pensi.



Un farmacista, una montagna, un museo

Prima ancora che esistesse il concetto moderno di museo, a Verona c'era Francesco Calzolari. Farmacista del Cinquecento, allievo di Girolamo Fracastoro, esercitava alla Campana d'Oro in Piazza delle Erbe. Fu Luigi Squalerno, prefetto dell'Orto Botanico di Padova, a iniziarlo all'erborizzazione.

Calzolari percorse il Monte Baldo raccogliendo piante e osservazioni che confluirono nell'opera "Il viaggio in Monte Baldo". Ma la sua eredità più straordinaria fu la raccolta di cose naturali allestita nella sua casa veronese: per alcuni studiosi, il primo museo di storia naturale del mondo.


Bolca, finestra su un mare perduto

A cinquanta chilometri da Verona, sui Monti Lessini, la località di Bolca custodisce uno dei giacimenti paleontologici più importanti al mondo. Cinquanta milioni di anni fa, qui si estendevano mari tropicali, scogliere coralline e acque popolate di pesci chirurgo, razze, donzelle e dall'antenato dello squalo tigre. Oggi, quelle creature sono impresse nella roccia con una precisione quasi fotografica: oltre 250 specie animali e 200 vegetali, ciascuna una pagina silenziosa della storia biologica del pianeta.


Il linguaggio dei minerali

Dalle profondità del tempo geologico alle strutture invisibili della materia. La sezione mineralogica guida il visitatore attraverso la complessità dei minerali con didascalie accessibili e modelli della cella elementare. Le vetrine distinguono gli esemplari per ambiente di formazione, igneo, sedimentario o metamorfico, con campioni dall'Italia e dal mondo. Una carta mineralogica chiude il percorso, collocando i principali giacimenti italiani in una visione d'insieme del patrimonio estrattivo nazionale.



Il regno animale, dalla spugna al gorilla

Il percorso zoologico è un viaggio nell'evoluzione. Si parte dalle forme di vita più semplici, spugne e coralli, per arrivare al diorama delle tigri che domina la prima sala. Nella sala dedicata ai mammiferi italiani, il reperto più imponente dell'intero museo occupa il centro della stanza: il cranio di una balenottera comune, lungo quasi quattro metri, recuperato nel Golfo di Genova dopo una collisione con una nave negli anni Settanta. Una sala è dedicata alla fauna urbana, dal moscerino domestico al gabbiano, mentre un'altra ospita i grandi mammiferi delle pianure africane e la galleria dei primati: lemuri, scimmie urlatrici, babbuini, scimpanzé, gorilla e oranghi. Il grande salone "Acqua Terra Aria" riassume tutto in un unico spazio narrativo, seguendo gli adattamenti degli animali nei tre domini del pianeta. Una struttura a pentagramma permette di comparare le strategie evolutive di specie lontanissime, mentre quattro sezioni dedicate agli artropodi celebrano gli esseri viventi più numerosi della Terra, con farfalle variopinte, coleotteri e preziosi esemplari conservati nell'ambra.


Geologia, elefanti e il peso dei millenni

Le sale di stratigrafia raccontano la storia della Terra attraverso i fossili delle grandi ere geologiche, trilobiti, coralli, ammoniti, accompagnati da plastici geologici di rara precisione. Nella sala dedicata al Pleistocene, i protagonisti sono le megafaune che hanno calcato la stessa terra su cui camminiamo oggi: il cranio di un mammut rinvenuto a Quinzano, lo scheletro di un orso simile all'attuale grizzly, le fauci di un leone delle caverne e le grandi corna di un cervo gigante.

Il Museo Civico di Storia Naturale di Verona non è solo un luogo di conservazione. È una conversazione continua tra il presente e tutto ciò che lo ha preceduto.

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