La Roma inaspettata: i laghetti sotterranei nascosti sotto il Celio
- Sara Gadaleta
- 59 minuti fa
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Sotto il Tempio del Divo Claudio, a pochi passi dal Colosseo, si apre un sistema di antiche cave dove il tempo ha lasciato spazio a gallerie, pozzi e due piccoli specchi d’acqua cristallina. Un volto poco conosciuto della Roma sotterranea, oggi visitabile con percorsi guidati.

Roma è una città che continua anche sotto il livello delle sue strade. Succede sul colle Celio, poco distante dal Colosseo, dove sotto le poderose costruzioni del Tempio del Divo Claudio si sviluppa un articolato sistema di gallerie scavate nel tufo. Qui, tra pareti rocciose, pozzi e tracce lasciate dalle attività dell’uomo, si incontrano anche due piccoli laghetti sotterranei dalle acque limpide: uno degli scorci più particolari del sottosuolo romano.
Le antiche cave sotto il Tempio del Divo Claudio
Le gallerie raccontano una storia precedente alla costruzione del grande complesso monumentale che avrebbe occupato il Celio. I segni delle picconature ancora visibili sulle pareti testimoniano infatti l’utilizzo di questi ambienti come cave per l’estrazione del tufo, attività che secondo gli studi proseguì per un lungo periodo. Sopra questo intricato sistema sotterraneo, dopo la morte dell’imperatore Claudio nel 54 d.C., Agrippina avviò la costruzione del tempio dedicato al marito divinizzato. L'edificio sorgeva su un enorme basamento rettangolare, di circa 180 per 200 metri, del quale restano ancora oggi importanti strutture sul colle Celio. La storia del tempio si intrecciò presto con quella di Nerone. Dopo il grande incendio del 64 d.C., l’imperatore utilizzò parte del complesso come scenografico sfondo della Domus Aurea, trasformando il versante orientale delle sostruzioni con la costruzione di un monumentale ninfeo. In seguito il tempio venne ricostruito e riconsacrato sotto Vespasiano.
Due laghetti nel cuore della Roma sotterranea
È scendendo nelle gallerie che il paesaggio cambia completamente. Il percorso attraversa ambienti irregolari e privi di illuminazione, incontra sedici pozzi idraulici e permette di osservare direttamente le tracce delle diverse epoche che hanno interessato questo sottosuolo. Poi, quasi inaspettatamente, compaiono due piccoli specchi d’acqua. Le analisi hanno evidenziato la purezza batteriologica delle loro acque, mentre la loro origine non è stata ancora definitivamente chiarita. Il livello varia durante l’anno e contribuisce a trasformare continuamente l’aspetto di questi ambienti. È proprio questo incontro tra la roccia scavata dall’uomo e la presenza dell’acqua a rendere il percorso così particolare: pochi metri sopra scorrono le strade di Roma, mentre sotto terra il paesaggio sembra appartenere a un luogo completamente diverso.

Un sottosuolo studiato dagli speleologi urbani
Il complesso sotterraneo è stato mappato e studiato dall’associazione culturale Roma Sotterranea tra il 2004 e il 2006. Le esplorazioni hanno permesso di ricostruire l’andamento delle gallerie e di approfondire la conoscenza di un ambiente che conserva testimonianze di epoche molto diverse.
Accanto ai segni dell’attività estrattiva sono infatti ancora visibili vecchi impianti elettrici e interventi più recenti, elementi che raccontano come questi spazi siano stati utilizzati e trasformati nel corso dei secoli.
Visitare i laghetti sotterranei del Celio
Oggi le cave del Tempio del Divo Claudio possono essere visitate attraverso gli itinerari organizzati dall’associazione culturale Roma Sotterranea. La visita dura circa un’ora e trenta minuti e conduce all’interno delle gallerie fino ai laghetti. Il percorso è irregolare, non illuminato e presenta diversi dislivelli: sono quindi richieste scarpe adatte e una torcia elettrica, mentre gli elmetti protettivi vengono forniti dall’organizzazione. L'appuntamento indicato per le visite è davanti alla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio. Un modo diverso per conoscere Roma, lasciando per qualche ora monumenti e strade in superficie e scendendo in una città meno visibile, fatta di tufo, acqua e tracce accumulate nel corso dei secoli.


