top of page

ll Labirinto della Masone, il sogno concreto di Franco Maria Ricci

A Fontanellato, in provincia di Parma, il dedalo di bambù nato da una promessa a Borges continua a raccontare arte, editoria, natura e cultura contemporanea.


Labirinto della Masone Parma

A Fontanellato, in provincia di Parma, il Labirinto della Masone è un luogo nato da una promessa e diventato paesaggio. Franco Maria Ricci lo immaginò dopo l’incontro con Jorge Luis Borges, scrittore argentino per cui il labirinto era molto più di una figura letteraria: era un simbolo, un enigma, una forma del pensiero. Da quella suggestione prese forma uno dei progetti più visionari della cultura italiana contemporanea: un dedalo reale, composto da oltre trecentomila piante di bambù, capace di tenere insieme natura, arte, architettura, editoria e ospitalità.


Il Labirinto della Masone non è soltanto un luogo da attraversare. È il coronamento del percorso di Franco Maria Ricci, editore, grafico, collezionista e raffinato cercatore di bellezza. Nato a Parma nel 1937, Ricci si formò come geologo, ma scelse presto un’altra strada: quella dell’arte grafica, della tipografia e dell’editoria. La sua passione per Giambattista Bodoni lo portò a ristampare il celebre Manuale Tipografico, dando avvio a una casa editrice destinata a diventare un riferimento internazionale. Dal 1965, la Franco Maria Ricci Editore ha costruito un universo culturale riconoscibile, fondato sulla cura dell’immagine, della parola e dell’oggetto-libro. Tra le sue creazioni più celebri, la rivista FMR, rinata nel 2021 e pubblicata a cadenza trimestrale.



Un labirinto reale e simbolico

Inaugurato nel 2015, il Labirinto della Masone occupa una superficie complessiva di oltre otto ettari. Il progetto, pensato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto, è oggi considerato il più grande labirinto di bambù al mondo. Il bambù, scelto per la sua eleganza, la sua resistenza e la sua crescita rapida, diventa materia architettonica e simbolica. Camminare nel Labirinto significa entrare in uno spazio sospeso, dove il gesto del perdersi non è smarrimento, ma esperienza. Un modo per rallentare, osservare, lasciarsi guidare da una geometria vegetale che alterna rigore e mistero.


Al centro del complesso si trova anche la collezione d’arte permanente di Franco Maria Ricci: circa cinquecento opere che attraversano cinque secoli di storia dell’arte, dal XVI al XX secolo. Sculture seicentesche, opere neoclassiche, busti napoleonici, Vanitas, nature morte e lavori di artisti come Wildt, Ligabue e Hayez restituiscono il gusto personale del collezionista. L’allestimento non segue un ordine cronologico tradizionale. Procede per associazioni, affinità, richiami visivi e culturali. È un percorso che racconta non soltanto le opere, ma il modo in cui Ricci guardava il mondo: con curiosità, libertà e una certa ostinazione verso la bellezza.



Il 2026 tra Art Déco, musica e fumetto

Nel 2026 il Labirinto della Masone continua il suo racconto attraverso una stagione culturale che intreccia linguaggi diversi. Tra gli appuntamenti principali c’è la mostra Erté. Lo stile è tutto, dedicata a Romain de Tirtoff, tra i grandi protagonisti dell’Art Déco internazionale. Il progetto espositivo propone una rilettura ampia della sua opera, con particolare attenzione ai lavori realizzati tra gli anni Dieci, Venti e Trenta del Novecento, il periodo più originale e fortunato della sua lunga attività. Attorno alla mostra si sviluppa anche ORA D’ARTE, ciclo di incontri serali che unisce racconto, conversazione e aperitivo, con approfondimenti dedicati alla moda, al teatro, alla danza, all’arte e alla musica degli anni Venti.


In estate torna invece LOST Music Festival, il Labyrinth Original Sound Track, appuntamento dedicato alla musica elettronica e alle arti contemporanee. Un festival immersivo che utilizza il Labirinto come spazio scenico naturale, dove suono, luce, installazioni e performance dialogano con il carattere enigmatico del luogo. L’autunno sarà dedicato al fumetto, con una mostra legata a Milo Manara e alla sua personale visione del labirinto e della figura di Borges. Un tema che si inserisce perfettamente nella storia editoriale di Franco Maria Ricci, già vicino al linguaggio dell’illustrazione e del fumetto attraverso pubblicazioni e progetti d’autore.



Un luogo da abitare

Il Labirinto della Masone è anche un luogo di ospitalità. Al suo interno si trovano una caffetteria e un ristorante-bistrò, curati dallo chef Andrea Nizzi e dallo staff dei 12 Monaci, pensati per accompagnare la visita dalla colazione alla cena. Accanto alla biglietteria, EPHEMERA – Il bel bazar raccoglie una selezione di oggetti per la casa, fragranze, prodotti beauty e creazioni handmade, mantenendo quello sguardo eclettico che attraversa tutto il progetto.


Per chi desidera fermarsi più a lungo, il Labirinto ospita anche due suite affacciate sulla corte centrale e sul dedalo di bambù. Sono spazi riservati, arredati secondo il gusto di Franco Maria Ricci e arricchiti da opere originali della sua collezione personale. Il soggiorno comprende la colazione in camera, l’accesso alla struttura, la visita guidata privata alle collezioni e alle mostre temporanee. In questo senso, il Labirinto della Masone resta fedele alla sua natura più profonda: non un semplice museo, non soltanto un giardino, non solo una meta culturale. È un luogo in cui il sogno di Franco Maria Ricci continua a prendere forma, tra arte, natura, editoria e quella possibilità rara di perdersi per guardare meglio.

  • Instagram
  • Facebook
  • Whatsapp
About generale .png

Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

© 2026 di Proprietà di Alessandra Penco & Ambra Rovida

bottom of page