La Petite Isabelle a Torino: dagli scarti della carta nascono oggetti bellissimi
- Redazione
- 6 giorni fa
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A cura di Marta Zanetta
C’è chi produce oggetti. E c’è chi trasforma materia, scarti e immaginazione altrui in qualcosa che continua a vivere. La Petite Isabelle nasce così: da oltre quarant’anni di pasticci fatti a mano, da una curiosità onnivora per i materiali e da una passione recente, ma totalizzante, per la carta artigianale.
Carta nata da cartoni delle uova tritati in una lettiera per gatti (senza gatto), da vecchie agende, libri inzuppati dalla pioggia, documenti d’ufficio destinati al macero, scarti di tipografie, fiorerie e comuni. Perché nulla dovrebbe “morire” se ha ancora un’anima o una seconda possibilità.

Non vendo prodotti: creo da immaginazioni altrui
Il cuore del lavoro non è la produzione in serie né l’oggetto ideale pensato a tavolino. La vera scintilla nasce quando un’idea arriva da qualcun altro: un regalo, una partecipazione, una bomboniera, un progetto artistico, un evento piccolo o grande. Creare partendo dall’immaginazione altrui è più stimolante, anche quando non rispecchia completamente il mio gusto personale. È lì che accade qualcosa: scoprire altri punti di vista, tradurre desideri, dare forma a ciò che non esiste ancora.
Ogni creazione è personalizzata, unica, irripetibile. E ogni vendita è vissuta come un regalo: sapere che un mio manufatto passa da una mente all’altra attraverso l’affetto mi emoziona ancora oggi.
Mani, mestieri antichi e una famiglia cosmopolita
La manualità non nasce dal nulla. Arriva da una famiglia cosmopolita in cui ogni zia custodiva un sapere: ricamo, falegnameria, lirica, rammendo, recupero.
Quello che oggi chiamiamo sashiko o boro io lo facevo da bambina con una vecchia zia spagnola, senza sapere che avesse un nome. Il mio vero doposcuola, però, era la falegnameria di mio padre.
Carteggiare, incollare, avvitare, piastrellare, intagliare, recuperare, camuffare difetti, riparare.
Facevamo carri di Carnevale, oggetti scenografici, perfino la scopa volante della Befana di Biancaneve, con sella da bicicletta nascosta per farla volare davanti al carro. Mia madre, invece, era il nostro trovatore medievale privato: mitologia, leggende, opere liriche, racconti del Sud e di altri paesi.
Tutto questo vive ancora oggi nella carta.
Carta riciclata come atto culturale
La carta artigianale è diventata il mio linguaggio principale. La creo partendo da scarti, spesso recuperati nella “spazzatura”, che per me è un vero paradiso creativo. Uso meno acqua possibile, la recupero, la riutilizzo, la filtro.
Ogni gesto invisibile fa parte del valore del prodotto, anche se non si legge e non si vede.
La coerenza ecologica non è marketing: è una necessità personale.
Il cellophane? È un nodo aperto. Protegge i manufatti dall’umidità ma contraddice il contenuto.
Sto cercando soluzioni che non alzino i prezzi e non tradiscano il senso del lavoro.
Collaborazioni: dagli scarti nascono alleanze
Negli ultimi mesi sono nate collaborazioni che raccontano bene questo approccio:
Comune di Santena: cartoline realizzate con carta riciclata dagli uffici comunali, usate per matrimoni e regali istituzionali, nel segno del trash to treasure.
Mini block notes creati da vecchie agende e libri rovinati dalla pioggia: le parole non vanno perse, continuano a vivere.
Stamperia Sarcastica “Poi” di Torino: dagli scarti di taglio dei loro poster è nata una nuova carta neutra, pronta per altre trasformazioni.
Collaborazioni con fiorerie per usare scarti di fiori secchi e materiali vegetali nella carta.
Ogni scarto è una possibilità condivisa.
Partecipazioni, piantabili e il linguaggio dei fiori
Una parte importante del lavoro riguarda partecipazioni e carta piantabile per matrimoni.
Non è sempre il mio terreno preferito, perché ha limiti di costo e libertà creativa, ma diventa interessante quando il progetto nasce dall’ascolto profondo dei clienti. Il linguaggio dei fiori è una delle mie grandi passioni attuali, insieme alla carta che germoglia.
Sto studiando, sperimentando, sbagliando e migliorando.
Prossimi passi
La primavera porterà nuove collezioni: fiori rari, tarocchi, mandala introspettivi, nuovi esperimenti cartacei in uscita da marzo. La prossima esposizione, tempo permettendo, sarà il 15 febbraio ad Artiflor, in Piazza Palazzo di Città a Torino. Perché, in fondo, tanto non avremo una seconda vita per fare tutto.
Meglio farlo ora. Con le mani. E con senso.














