Il cioccolato di Giraudi si fa vegano con una nuova selezione senza derivati animali
- Alessandra Penco

- 3 giorni fa
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L’azienda piemontese guidata da Giacomo e Davide Boidi presenta una selezione di tavolette, gianduiotti, dragées e specialità al cioccolato fondente realizzate senza latte e derivati animali.

Il cioccolato fondente, la frutta secca italiana e le lavorazioni artigianali diventano il punto di partenza di una nuova proposta dedicata a chi segue un’alimentazione vegana. A Castellazzo Bormida, in provincia di Alessandria, Giraudi ha ampliato il proprio catalogo con una selezione di prodotti preparati senza latte e senza altri derivati di origine animale. Il progetto nasce dall’esperienza di Giacomo e Davide Boidi, che hanno scelto di reinterpretare alcune delle specialità più rappresentative dell’azienda piemontese attraverso ricette essenziali, costruite intorno al cioccolato fondente e agli abbinamenti con frutta secca e candita. «Siamo molto attenti alle esigenze dei nostri clienti», ha spiegato Giacomo Boidi. «Per questo abbiamo messo a punto una selezione di prodotti vegani, con ricette nelle quali il cioccolato fondente rimane protagonista insieme alla migliore frutta secca e candita».
Dalle tavolette ai grandi formati
Tra le proposte della linea ci sono Le Toste, tavolette da 100 grammi realizzate con cioccolato fondente al 61% e arricchite con Nocciole Tonde Gentili Trilobate delle Langhe, mandorle italiane tostate oppure pistacchi di Sicilia. Le Quadrellone riprendono lo stesso principio in un formato da 750 grammi. Le versioni senza derivati animali comprendono quella alle nocciole, quella ai pistacchi e una variante con frutta secca e candita, nella quale mandorle, nocciole Piemonte IGP e pistacchi incontrano arancia, limone, bacche di goji e cranberry. Una proposta pensata per mettere al centro la materia prima, attraverso accostamenti riconoscibili e una lavorazione che conserva il carattere deciso del fondente.
Il viaggio tra le origini del cacao
La selezione vegana comprende anche i Napolitain, piccoli cioccolatini dedicati a differenti provenienze del cacao. Le fave vengono tostate lentamente e lavorate attraverso un concaggio prolungato, passaggio che contribuisce a sviluppare aromi e consistenza. Le sei varianti spaziano dal Guatemala al Venezuela: 65% Guatemala, 70% Mirabel Repubblica Dominicana, 71% Madagascar, 74% Rio Bamba Nacional Ecuador, 81% Awajun Nativo del Perù e 100% Acarigua Venezuela. Ogni percentuale restituisce un profilo aromatico diverso, permettendo di attraversare territori, intensità e sfumature del cacao con un formato pensato per la degustazione.
Frutta candita, dragées e tradizione piemontese
Nella collezione trovano spazio anche scorze e frutti canditi ricoperti di cioccolato fondente. Limone, arancia e zenzero vengono rivestiti con quantità differenti di cioccolato, calibrate in base alle caratteristiche di ciascun ingrediente. Ci sono poi i dragées, piccoli confetti di cioccolato con un cuore croccante di nocciole, pistacchi, fave di cacao oppure chicchi di caffè. Una lavorazione che combina la tostatura della frutta secca con la rotondità del cioccolato fondente. Non poteva mancare il gianduia, uno dei prodotti maggiormente legati alla tradizione dolciaria piemontese. Giraudi propone Gianduiotti e Gianduione preparati senza latte, nei quali il cioccolato fondente incontra le nocciole per mantenere cremosità e intensità aromatica senza ricorrere a derivati animali.

Una nuova direzione per il cioccolato Giraudi
Con questa selezione, Giraudi amplia la propria produzione intercettando un modo diverso di vivere il cioccolato. Non si tratta soltanto di eliminare il latte dalle ricette, ma di lavorare su equilibri, consistenze e ingredienti capaci di esprimersi senza sostituti artificiali. Il risultato è una linea che conserva il legame con il Piemonte, con le sue nocciole e con la tradizione del gianduia, aprendosi allo stesso tempo a nuove abitudini alimentari e a un pubblico sempre più attento alla composizione dei prodotti. A Castellazzo Bormida, il cioccolato vegano diventa così un’ulteriore interpretazione del lavoro di Giraudi: fondente, frutta secca e cacao restano al centro, mentre cambiano le ricette e le possibilità di degustazione.








