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Casa Artusi riapre il ristorante: a Forlimpopoli una nuova idea di cucina italiana tra tradizione e cultura

di Alessandra Penco

Nel luogo che più di ogni altro custodisce il pensiero di Pellegrino Artusi, riapre il Ristorante Casa Artusi con una nuova gestione e un progetto che rimette al centro la cucina domestica italiana. Non come nostalgia, ma come patrimonio culturale vivo, da raccontare e condividere a tavola.



Nel complesso che ospita la Fondazione Casa Artusi a Forlimpopoli, riapre il Ristorante Casa Artusi con una nuova gestione affidata al Gruppo Social & Food Experience. Al centro del progetto c’è un’idea precisa: riportare l’attenzione sulla cucina domestica italiana, intesa non solo come pratica gastronomica ma come parte del patrimonio culturale del Paese.



La riapertura si sviluppa attorno al concetto di Cultural Dining, un modello che legge il cibo come esperienza culturale, capace di raccontare territori, abitudini, relazioni e memorie. In questo contesto, mangiare non è solo consumare un pasto, ma entrare in contatto con una tradizione viva, quotidiana e condivisa. La proposta gastronomica guarda direttamente all’eredità di Pellegrino Artusi e al suo La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. In carta compaiono ricette tratte dal repertorio artusiano, a volte riproposte in modo fedele, altre rilette con un approccio contemporaneo. La cucina segue la stagionalità, lavora su ingredienti selezionati e privilegia una semplicità costruita con attenzione tecnica e rispetto della materia prima.


Casa Artusi Ph_Michela_Balboni

Tra i piatti citati ci sono alcuni grandi classici della tradizione romagnola e italiana, come i cappelletti all’uso di Romagna (ricetta n. 7), le donzelline aromatiche (ricetta n. 229) e la zuppa inglese (ricetta n. 675). Un repertorio che rimette al centro una cucina di casa concreta, riconoscibile, lontana dagli eccessi. Il progetto comprende due formule diverse. Da una parte il Ristorante Casa Artusi, pensato come esperienza più completa e strutturata, con servizio al tavolo e percorso gastronomico. Dall’altra Osteria Casa Artusi, annunciata come prossima apertura, che dovrebbe avere un’impostazione più informale e conviviale, con piatti semplici, vini al calice e tavoli comuni.


Casa Artusi Ph_Michela_Balboni

Accanto alla ristorazione, il nuovo corso di Casa Artusi punta anche su servizi dedicati ad aziende, gruppi e territorio: business lunch stagionali, eventi privati, menu personalizzati, attività di team building con corsi di cucina e laboratori di pasta fresca, visite guidate, affitto sale e catering. L’idea è estendere il concetto di Cultural Dining anche oltre la tavola, nei contesti della formazione, del lavoro e della socialità. A guidare il ristorante è il Gruppo Social & Food Experience, realtà nata nel 2019 e attiva in Emilia-Romagna con sei locali. Il gruppo si muove nell’ambito della ristorazione inclusiva e porta avanti progetti che uniscono cucina, formazione e impatto sociale, con un’attenzione costante al rapporto con il territorio.



La riapertura si inserisce nel percorso della Fondazione Casa Artusi, da anni punto di riferimento per la valorizzazione della cucina domestica italiana. In questo senso, il ristorante torna a essere non solo un luogo dove mangiare, ma uno spazio coerente con la visione culturale che anima l’intero complesso.

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Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

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