La Cappella Sistina di Savona: il tesoro rococò che pochi conoscono
- Redazione
- 2 giorni fa
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A cura di Marco Bagatin
Tutti conoscono i capolavori di Michelangelo a Roma, ma pochi sanno che esiste una “sorella minore” nascosta nel cuore della Liguria. Oltrepassando un anonimo portone accanto alla Cattedrale di Savona, si entra in un mondo di stucchi dorati e silenzi solenni: la Cappella Sistina di Savona.

Cappella Sistina Savona: la storia

La Cappella Sistina di Savona nacque dal desiderio dell’allora Pontefice Francesco della Rovere (Papa Sisto IV) di realizzare un sontuoso luogo di sepoltura per i propri genitori, Leonardo Della Rovere e Luchina Monteleone.
I lavori ebbero inizio nel 1481, nel luogo in cui all’epoca sorgeva un convento francescano risalente al XIII secolo (poi in parte demolito e inglobato nella vicina Cattedrale di Nostra Signora Assunta
Ai lavori presero parte le migliori maestranze disponibili all’epoca, tra cui il pittore originario di Alessandria Giovanni Mazone, il quale il protagonista della prima fase decorativa della Cappella. Mazone aveva affrescato la volta con un motivo a cielo stellato, molto simile a quello che decorava la volta della Cappella Sistina a Roma prima che Michelangelo vi dipingesse il Giudizio Universale e le storie della Genesi.
Oltre agli affreschi Mazone realizzò anche il grandioso “Polittico della Rovere” (dipinto intorno al 1481) il quale è conservato oggi all’interno degli appartamenti di Papa Pio VII nel Museo del Tesoro del Duomo, adiacente alla Cappella.
La realizzazione della Sistina venne completata nel 1483.
Cappella Sistina Savona: la metamorfosi settecentesca

Nel 1762, l'ultimo discendente della famiglia, Francesco Maria della Rovere (Doge della Repubblica di Genova dal 1765 al 1767), decise di rinnovare radicalmente l'ambiente della Cappella Sistina di Savona seguendo il gusto del Rococò in voga all’epoca.
La sua intenzione non era semplicemente restaurare l’edificio, ma rinnovarlo secondo il gusto dominante dell’epoca, restituendo splendore al monumento legato alla memoria familiare. In pieno clima rococò, si privilegiarono eleganza, movimento, luminosità e teatralità, elementi molto diversi dalla compostezza geometrica rinascimentale.
La trasformazione più significativa riguardò lo spazio architettonico interno. La pianta originaria rettangolare venne modificata in senso scenografico, assumendo un andamento ovoidale ed ellittico. Questa scelta non rispondeva soltanto a esigenze estetiche, ma rispecchiava la sensibilità tardo barocca, che ricercava dinamismo e fluidità spaziale. L’ambiente risultò così più avvolgente e unitario, concepito come uno spazio immersivo capace di coinvolgere emotivamente il fedele.

L’intero interno fu rivestito da una ricca decorazione in stucco policromo e dorato: cornici mosse, volute, motivi floreali e vegetali si intrecciano creando un raffinato apparato ornamentale. La luce, riflessa dalle superfici chiare e dagli ori, amplifica l’effetto scenografico e contribuisce a dissolvere la rigidità strutturale delle pareti. Il risultato è un ambiente armonioso ma vibrante, tipico del Rococò ligure del secondo Settecento.

Oggi la Cappella Sistina di Savona conserva questa duplice identità: sotto la luminosa veste rococò del Settecento affiora ancora la solennità rinascimentale voluta da Papa Sisto IV, in un dialogo armonioso tra memoria dinastica e trasformazione artistica. Meno celebre della sua omonima romana, ma non meno suggestiva, la “sorella minore” ligure sorprende proprio per la sua dimensione raccolta e inattesa, ricordando che anche lontano dai grandi circuiti turistici possono celarsi autentici tesori della storia e dell’arte italiana.








