Ca dij Mat: la tradizione piemontese incontra la creatività nel cuore di Torino
Proprio nel centro di Torino si trova una delle osterie più autentiche per assaporare la tipica cucina piemontese, guidata da Luca, un giovane chef con moltissime idee, ma ancora molto attento alla tradizione. Dai classici ai piatti stagionali, il tutto accompagnato da vini del territorio.

L’idea iniziale e la scelta di un nome che nasconde una simpatica verità
Ca’ dij Mat nasce nel 2018 dalla voglia di Luca di mettersi in gioco e dimostrare prima di tutto a sé stesso che con l’impegno, si possono fare tante cose. All’inizio era un’osteria classica, semplice, e il nome che sceglie di dargli viene proprio da ciò che ha imparato durante i suoi anni di lavoro: “mi sono reso conto di una cosa lavorando nel mondo della ristorazione: non ho mai avuto un cliente completamente sano” dice. Ovviamente non vuole essere un’offesa. È semplicemente il suo modo di dire che, in fondo, nessuno di noi sa davvero che cosa sia la normalità. Siamo tutti diversi, ognuno con le proprie stranezze, il proprio carattere e la propria storia. Ed è proprio questo che trova bello quando accoglie clienti provenienti da ogni parte del mondo.
Momenti significativi
“In questi anni ci sono stati tanti momenti che ricordo con piacere”, afferma Luca. Ricorda con piacere in particolare gli ultimi due anni passati, che hanno coinciso con un momento di grande crescita per il locale, portando con sé un ampliamento dello staff. “Ho trovato dei ragazzi molto giovani, alcuni con poca esperienza, ma con una grande voglia di mettersi in gioco e di imparare. Era davvero bello entrare al lavoro e vedere tutti sorridere, vedere persone contente di essere lì. Quell’anno è volato. Oggi molti di quei ragazzi non lavorano più con me, ma continuano a venire spesso a trovarmi. E forse questa è una delle cose più belle che mi sono rimaste di quel periodo.”

Tradizione e innovazione
Il rapporto con la cucina piemontese arriva dalle radici familiari e in particolare dalla sua infanzia, della quale Luca ricorda i momenti trascorsi con il nonno, quando lo portava in piola a mangiare. Si trattava di piatti semplici, senza troppe costruzioni, ma con sapori che ancora oggi ricorda perfettamente.
I piatti che cucina oggi, in fondo, vogliono essere ancora quelli, seppur migliorati e rielaborati in una chiave più contemporanea. Ma la cosa a cui tiene di più è che certi sapori e, soprattutto, una parte della nostra cultura e tradizione piemontese non vengano dimenticati. Questo per lui non significa che bisogna rimanere fermi. Sperimentare, provare cose nuove, mixare cucine regionali italiane e prendere spunti anche da culture completamente diverse dalla nostra tiene viva questa passione. “Credo che tradizione e sperimentazione possano convivere, purché alla fine il piatto abbia un senso e, soprattutto, sia buono”.
I piatti più rappresentativi
“Se dovessi scegliere il piatto che rappresenta più di tutti Ca dij Mat, direi sicuramente lo spaghetto che porta il nome del locale. Probabilmente è stato anche uno dei piatti più rischiosi che abbia mai messo in carta.” La base ricorda una carbonara, ma viene fatta con la turgia, un salame di carne bovina piemontese. “Quando l’ho pensato ero convinto che per qualcuno sarebbe stata quasi una blasfemia”. Ma quando lo assaggi rimani piacevolmente sorpreso da questo legame. Infatti, è diventato uno di quei piatti che ormai fanno parte dell’identità del locale.
Ci sono ancora sicuramente tantissimi piatti da voler realizzare, ma la vera chiave sta nella semplicità, nella tradizione e soprattutto nella costanza.

È con l’arrivo dell’autunno, però, che Ca dij Mat dà il meglio di sé. La stagione dei funghi e del tartufo diventa l’occasione per proporre menù degustazione pensati ad hoc, capaci di valorizzare al massimo i prodotti del territorio. Dietro ogni piatto c’è una ricerca attenta e personale: è Luca stesso a selezionare con cura materie prime e vini, recandosi direttamente da piccoli produttori piemontesi. Una scelta minuziosa, che nasce dal desiderio di portare in tavola ingredienti autentici e di qualità, espressione di un Piemonte fatto di persone, territorio e tradizione.
Ca dij Mat in tre parole
“Non è facile”, mi risponde Luca. “Ma se proprio devo sceglierne tre, direi: Bello, Semplice, Casa.”
E ciò che lo rende più orgoglioso quando ogni giorno entra nel locale è sapere di averlo creato da zero.
“Ho sempre avuto il vizio di non fermarmi mai a guardare indietro. Appena raggiungo qualcosa, penso già alla cosa successiva. Questa domanda, invece, mi ha fatto fermare per un momento sul presente. E guardando da dove sono partito e dove sono arrivato oggi, posso dire una cosa molto semplice: sono davvero felice”. Di progetti per il futuro del ristorante ce n’è molti, ma ovviamente non possono essere svelati. Luca sa di essere ancora molto giovane e di avere ancora tutta una vita davanti. Conclude proprio dicendo “Di progetti ne ho molti. In realtà penso di aver appena iniziato.
Dire che non ho più progetti significherebbe dire che non ho più ambizione, e non è assolutamente così.”


