top of page

Luigi Salomone apre il suo primo ristorante in un monastero del Cinquecento a Napoli

7 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

Dall’8 ottobre, a Cimitile, lo chef campano inaugura Luigi Salomone Ristorante negli spazi storici di Villa Lenzi. Tre percorsi degustazione, una cucina costruita intorno al territorio e un antico forno a legna di fine Cinquecento.


Luigi Salomone ristorante Napoli

Un monastero fondato nel Cinquecento, le antiche stalle trasformate in sala, una cantina storica e un forno a legna sopravvissuto per secoli. È in questo scenario che Luigi Salomone ha scelto di aprire il suo primo ristorante personale. Dall’8 ottobre, all’interno di Villa Lenzi a Cimitile, in provincia di Napoli, apre infatti Luigi Salomone Ristorante, progetto con cui lo chef campano riunisce per la prima volta sotto il proprio nome il percorso professionale costruito negli anni nell’alta ristorazione.

Al suo fianco c’è Silvana Di Domenico, compagna e restaurant manager, chiamata a costruire un modello di accoglienza che accompagni la cucina senza trasformare l’esperienza in qualcosa di eccessivamente formale.


Un ristorante dentro un antico monastero

Villa Lenzi occupa gli spazi dell’antico monastero di San Francesco di Paola, fondato nel 1587 insieme alla chiesa adiacente per volontà di Annibale Loffredi, cavaliere napoletano e Barone di Castel Cicala.

Il complesso venne successivamente affidato all’Ordine dei Frati Minimi di San Francesco di Paola e ampliato nel corso dei secoli. Tra il 1675 e il 1685 furono realizzati nuovi dormitori, terrazze, collegamenti con la chiesa e la torre campanaria. La struttura ruota intorno a un chiostro rettangolare porticato. Al piano inferiore si trovavano gli ambienti legati alla vita quotidiana della comunità religiosa: cantina, forno, cucina, refettorio e spazi destinati alle attività produttive. Proprio alcuni di questi ambienti accolgono oggi il nuovo ristorante. Le antiche stalle e la cantina diventano gli spazi dedicati alla ristorazione gastronomica, mentre l’ex refettorio sarà utilizzato per eventi. Il progetto architettonico, firmato da Fabio Cioffi, ha cercato di conservare la memoria degli ambienti adattandoli alla loro nuova funzione. Una scelta che crea quasi naturalmente un collegamento con la storia del luogo: gli spazi un tempo destinati alla produzione, alla conservazione e alla condivisione del cibo tornano a essere luoghi di incontro intorno alla tavola.


  • Luigi Salomone ristorante Napoli
    Luigi Salomone ristorante Napoli
  • Luigi Salomone ristorante Napoli
    Luigi Salomone ristorante Napoli
  • Luigi Salomone ristorante Napoli
    Luigi Salomone ristorante Napoli

La cucina di Luigi Salomone

Classe 1988, originario di Saviano, Luigi Salomone cresce nella macelleria di famiglia e si avvicina molto presto al mondo della ristorazione. Dopo gli studi alberghieri, uno stage in Svezia gli permette di confrontarsi con una cultura gastronomica fondata sulla precisione, sul rigore e sull’attenzione alla materia prima. La formazione prosegue poi al Marennà, dove lavora per cinque anni al fianco di Paolo Barrale come sous-chef. Nel 2015 arriva alla guida della cucina di Piazzetta Milù, a Castellammare di Stabia. Nel 2016 il ristorante conquista la prima stella Michelin. Il nuovo progetto rappresenta quindi un passaggio importante nella sua carriera: non più la cucina sviluppata all’interno di un ristorante già esistente, ma uno spazio costruito completamente intorno alla sua idea di gastronomia.

Alla base rimane un rapporto molto forte con la Campania, interpretata attraverso tecniche contemporanee, fermentazioni, lavoro sulle consistenze, acidità e concentrazione dei sapori. L’obiettivo dichiarato è mantenere il rigore dell’alta cucina riducendo però le rigidità che spesso vengono associate al fine dining.


Tre percorsi degustazione

Il menu di Luigi Salomone Ristorante si sviluppa attraverso tre percorsi degustazione, differenti per struttura e tecniche utilizzate ma accomunati dal rapporto con il territorio e con la storia del monastero. Il primo si chiama Origini e parte dall’identità gastronomica dello chef e dalla memoria culinaria campana. Gli ingredienti rimangono riconoscibili e diventano il punto di partenza per raccontare sapori e tradizioni del territorio. Memorie, invece, ripercorre alcuni dei piatti che hanno segnato la carriera di Salomone. È il percorso più legato alla sua storia professionale e permette all’ospite una maggiore libertà nella costruzione del menu, scegliendo all’interno del repertorio dello chef. Poi c’è Lignum, dedicato alla cucina di fuoco. Al centro del percorso ci sono una brace progettata su misura dallo stesso Salomone e soprattutto l’antico forno a legn

a di fine Cinquecento conservato all’interno della struttura.

Legno, temperature, intensità del calore e aromi generati dalla combustione diventano così veri strumenti gastronomici.


Luigi Salomone ristorante Napoli

Il ritorno del carrello dei dolci

Anche il dessert recupera una consuetudine legata alla tradizione campana. Il carrello dei dolci si ispira infatti al cabaret delle paste che accompagna il pranzo domenicale, trasformandolo in un momento finale da comporre liberamente. La proposta cambierà nel corso delle stagioni e comprenderà gelati accompagnati da brioche al lievito madre, torte da forno e creazioni di cioccolateria.

Un modo per riportare nell’alta ristorazione un gesto familiare e conviviale, lasciando all’ospite la possibilità di scegliere come terminare il proprio percorso.


Una nuova idea di fine dining

Il progetto nasce anche dalla volontà di ridiscutere alcuni rituali tradizionalmente associati all’alta ristorazione. Tecnica, precisione e studio rimangono centrali in cucina, ma senza trasformarsi necessariamente in formalità in sala. È qui che entra in gioco il lavoro di Silvana Di Domenico. Il servizio viene pensato come una parte dell’esperienza capace di adattarsi al tavolo, ai suoi tempi e al livello di interazione desiderato dagli ospiti. Cucina e sala conservano quindi ruoli distinti, ma condividono la stessa direzione: rendere comprensibile il lavoro che sta dietro ogni piatto senza appesantire l’esperienza. Con l’apertura di Luigi Salomone Ristorante, il monastero di Cimitile aggiunge così un nuovo capitolo alla propria storia. Un luogo nato secoli fa intorno alla vita comunitaria torna a mettere al centro la condivisione, questa volta attraverso la cucina.


Luigi Salomone Ristorante

Villa Lenzi

Via San Francesco 1, Cimitile (NA)

Apertura: 8 ottobre 2026

  • Instagram
  • Facebook
  • Whatsapp
About generale .png

Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

© 2026 di Proprietà di Alessandra Penco & Ambra Rovida

bottom of page