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Bacio Perugina: la storia del cioccolatino più romantico

A cura di Silvia de Santis

Un cuore al gianduia con granella di nocciole e una copertura al fondente per esprimere tutta la dolcezza di un Bacio. Questo cioccolatino, diventato simbolo dell’amore in tutto il mondo, nasce a Perugia agli inizi degli anni Venti da un’idea di Luisa Spagnoli e nasconde in sé una curiosa novità: un piccolo biglietto con su scritta una frase. Ad oggi, l’antica ricetta e la tradizione dei famosi cartigli (i biglietti) sono rispettate, così che l’assaggio di un Bacio sia ancora un’esperienza intensa e sorprendente. 


Baci perugina

A Perugia c’è una storia che comincia tanto tempo fa, ad inizio del secolo scorso e che sa di cioccolato: nel 1907 cinque persone si incontrano e decidono di rilevare un laboratorio artigianale dando vita alla "Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti", ampliando però la produzione a base di cacao. Nasce così la Perugina, la “fabbrica di cioccolato” della città, che ancora oggi continua a distribuire i suoi iconici prodotti. Se la vostra mente è corsa subito a Willy Wonka, no, non troverete nessun strampalato inventore nella storia della fabbrica, ma il nome di una donna: Luisa Spagnoli. È lei una dei cinque soci che all’inizio investono sul laboratorio, lei a mandare avanti lo stabilimento durante la prima guerra mondiale, lei a far parte del consiglio d’amministrazione dando vita a numerosi progetti. Ed è lei a inventare il Bacio Perugina.


Tutto nacque da un “cazzotto”

Nel 1922, non volendo buttare i residui di granella di nocciola derivanti dalle varie lavorazioni, l’imprenditrice decide di impastarli con altro cioccolato, mettere una nocciola intera e ricoprire il tutto con il celebre Fondente Luisa. Il cioccolatino che ne viene fuori ha una forma irregolare che ricorda la nocca di una mano, per questo la Spagnoli decide di chiamarlo “Cazzotto”. Il nome non è certo fra i più invitanti. Giovanni Buitoni, suo socio e poi compagno di vita, si mostra dubbioso e alla fine i due si accordano per un nome più poetico e dolce come il cioccolatino: “Bacio”. Ora bisogna pensare alla veste grafica, dall’involucro alle confezioni. A rivestire tale incarico è il futurista Federico Seneca, tra i più importanti cartellonisti pubblicitari italiani, direttore artistico della Perugina in quegli anni. Lui opta per un incarto argento con scritte blu (le stelle vengono aggiunte solo a fine anni ‘60) e per la confezione sceglie di rielaborare l’iconico dipinto di Francesco Hayez, “Il bacio”: è così che nasce la famosa scatola blu con i due innamorati in primo piano, ancora oggi inconfondibile. 



L’idea dei cartigli

Insieme alla grafica, Seneca ha un’altra idea che risulta essere fondamentale per il successo del cioccolatino: inserire un piccolo biglietto all’interno dell’involucro. Questa trovata, secondo la leggenda, sembra derivare dall’abitudine di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni di scambiarsi messaggi d’amore nascosti nei cioccolatini. Ed è proprio Buitoni, insieme a Seneca, a scrivere le frasi dei primi cartigli, che inizialmente sono scherzosi e provocatori, come ad esempio “Meglio un bacio oggi che una gallina domani” o “Se puoi baciar la padrona, non baciar la serva” o ancora “Un bacio senza barba è una zuppa senza sale”. Negli anni si passa poi a frasi più romantiche, vengono inserite citazioni famose e accanto all’italiano troviamo anche la traduzione in inglese e francese. 


Tanti tipi di Bacio 

I Baci perugina hanno un successo immediato, in soli cinque anni ne vengono distribuiti più di cento milioni, nel 1925 viene creato il primo francobollo del Regno d’Italia con la pubblicità dei cioccolatini e nel 1939 il marchio Perugina si afferma oltreoceano, aprendo il primo negozio a New York, sulla Fifth Avenue. Negli anni il Bacio si è sempre reinventato, nuove confezioni, nuove grafiche, nuovi gusti: ora possiamo scegliere tra Baci al cioccolato bianco, al latte, al fondente 70%, al caffè, al caramello. Celebre la collaborazione nel 2021 con Dolce&Gabbana, insieme per una Limited edition per la quale il cioccolatino viene impreziosito con granella al limone. Se oggi il Bacio conserva ancora tutto il suo fascino, lo si deve a quel “cazzotto” nato nel 1922 dall’idea di Luisa Spagnoli e poi impreziosito dall’inventiva di Giovanni Buitoni e Federico Seneca. Un cioccolatino che in breve tempo ha conquistato i palati e i cuori di tutto il mondo, e che dopo cento anni ci regala ancora tutta la sua dolcezza. 




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Magazine nazionale di gastronomia e cultura.
Un progetto editoriale indipendente che racconta il cibo come espressione di identità, territorio e immaginario collettivo.

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