Carpano compie 240 anni: Torino celebra la storia del Vermouth a Palazzo Carignano
Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano mise a punto a Torino la formula che avrebbe segnato la storia del Vermouth moderno. Tra botteghe, caffè storici e cultura della miscelazione, un viaggio alle origini di uno dei simboli dell’identità piemontese.

A Torino l’aperitivo non è soltanto un'abitudine. È una parte della storia cittadina, costruita nel tempo tra botteghe, caffè, attività commerciali e luoghi di incontro. Una tradizione che affonda le proprie radici nel Settecento e che deve molto a un nome: Antonio Benedetto Carpano. Era il 1786 quando, in una bottega affacciata su piazza Castello, Carpano mise a punto una formula destinata a segnare la storia del Vermouth moderno. Un vino aromatizzato con erbe e spezie che, nel corso dei decenni, sarebbe diventato uno dei prodotti più rappresentativi del Piemonte e un protagonista della cultura internazionale dell’aperitivo. Nel 2026 il marchio Carpano celebra 240 anni. Una ricorrenza che offre l’occasione per ripercorrere non soltanto la storia di un’impresa, ma anche quella di una bevanda che ha accompagnato l’evoluzione delle abitudini sociali, del gusto e dell’ospitalità.
Prima del Vermouth: quando il vino incontrava le erbe
La storia del Vermouth comincia molto prima del 1786. Già nell’antichità erano conosciute preparazioni a base di vino ed erbe aromatiche. Tra queste figuravano vini aromatizzati con l’assenzio, una pianta dal caratteristico sapore amaro, utilizzata per le sue proprietà attribuite dalla medicina del tempo. Nel corso dei secoli, queste preparazioni si arricchirono di ingredienti e aromi differenti. Il commercio delle spezie portò in Europa cannella, chiodi di garofano, rabarbaro e altre sostanze che contribuirono a trasformare progressivamente il profilo gustativo dei vini aromatizzati. Il nome stesso Vermouth deriva dal termine tedesco Wermut, che indica l’assenzio. Fu però nel Piemonte del Settecento, dove esisteva già una consolidata tradizione di liquoristi, speziali e artigiani, che questa tipologia di bevanda trovò le condizioni per svilupparsi nella forma destinata a diventare famosa nel mondo.
1786: Antonio Benedetto Carpano e la nascita di una tradizione torinese
Antonio Benedetto Carpano nacque a Bioglio, nel Biellese, nel 1751. Appassionato di scienze naturali e botanica, si trasferì a Torino, dove lavorò nella bottega del liquorista Luigi Marendazzo, in piazza Castello, a pochi passi dal Palazzo Reale. Qui, nel 1786, mise a punto una ricetta che combinava vino Moscato, erbe aromatiche e spezie, dando vita a una versione del Vermouth destinata a distinguersi per il suo equilibrio tra dolcezza, note amare e complessità aromatica. Secondo la tradizione aziendale, Carpano inviò una cesta del nuovo prodotto a Vittorio Amedeo III di Savoia. La bevanda incontrò il favore della corte, contribuendo alla sua diffusione negli ambienti aristocratici torinesi. Da quel momento il Vermouth iniziò progressivamente a uscire dall'ambito delle preparazioni erboristiche per affermarsi come bevanda da degustare e condividere. La bottega di piazza Castello divenne un luogo frequentato dalla società cittadina. Un punto d'incontro che contribuì alla nascita di quella cultura dell'aperitivo che ancora oggi caratterizza Torino.
Dalle botteghe ai caffè: il Vermouth diventa un rito sociale
Nell'Ottocento Torino attraversò profondi cambiamenti economici, politici e culturali. La città si sviluppò anche attraverso i suoi spazi di socialità: caffè, pasticcerie, liquorerie e locali frequentati da intellettuali, commercianti e rappresentanti della vita pubblica. In questo contesto il Vermouth trovò una collocazione sempre più precisa. Non era soltanto un vino aromatizzato da acquistare in bottiglia, ma una bevanda da consumare nei momenti di incontro, prima dei pasti o durante le conversazioni nei locali cittadini. Tra i frequentatori della storica bottega Carpano vengono ricordati personaggi come Camillo Benso conte di Cavour, Massimo d'Azeglio e Giuseppe Verdi. Il successo della bevanda favorì anche la crescita dell'attività imprenditoriale. Nel corso dell'Ottocento la produzione si organizzò progressivamente, passando dalla dimensione artigianale a quella industriale. Fu uno dei passaggi fondamentali per trasformare il Vermouth da specialità torinese a prodotto conosciuto oltre i confini nazionali.

Il Vermouth conquista il mondo e incontra la miscelazione
A partire dalla metà dell'Ottocento, il Vermouth di Torino cominciò a raggiungere i mercati esteri, inizialmente in Europa e successivamente nelle Americhe. L'emigrazione italiana contribuì alla diffusione delle abitudini alimentari e delle bevande legate ai territori d'origine. Allo stesso tempo, lo sviluppo dei cocktail bar offrì al Vermouth una nuova possibilità di espressione. Negli Stati Uniti entrò nella cultura della miscelazione, diventando un ingrediente fondamentale di cocktail destinati a segnare la storia del bere miscelato, come il Manhattan e, successivamente, il Negroni in Italia. Il Vermouth dimostrò così una notevole versatilità: poteva essere consumato da solo oppure utilizzato per costruire nuove combinazioni aromatiche. Da Torino a New York, da Milano a Buenos Aires, il vino aromatizzato piemontese divenne parte di tradizioni differenti, mantenendo un legame riconoscibile con le proprie origini.
Che cos'è il Vermouth di Torino oggi?
Il Vermouth è un vino aromatizzato ottenuto attraverso l'aggiunta di sostanze aromatiche, tra cui erbe, radici e spezie. L'assenzio rappresenta uno degli ingredienti fondamentali per definirne il caratteristico profilo amaricante. Le sue caratteristiche possono variare sensibilmente a seconda della ricetta: esistono interpretazioni più dolci, più secche, floreali, speziate o balsamiche. Il Vermouth di Torino è oggi tutelato da un'indicazione geografica, con un disciplinare di produzione riconosciuto nel 2017. Non tutti i Vermouth possono quindi utilizzare questa denominazione, riservata ai prodotti che rispettano specifici requisiti. Nel 2019 è nato il Consorzio del Vermouth di Torino, impegnato nella tutela e nella valorizzazione della denominazione e della sua storia produttiva. La salvaguardia di questo patrimonio riguarda anche la cultura delle erbe aromatiche, delle lavorazioni e delle competenze che, nel tempo, hanno contribuito a definire l'identità del prodotto.
Carpano, 240 anni dopo: una storia che torna a Torino
Nel 2026 Carpano celebra il suo 240° anniversario tornando nella città in cui ebbe inizio il proprio percorso. Il 28 ottobre Palazzo Carignano, sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, ospiterà una celebrazione su invito che riunirà trenta professionisti dell'ospitalità provenienti da sedici Paesi. L'iniziativa, denominata House of Aperitivo, porterà a Torino interpretazioni contemporanee dell'aperitivo sviluppate in contesti culturali differenti. Un confronto che racconta quanto una tradizione nata in Piemonte sia riuscita ad attraversare epoche, confini e abitudini, diventando parte della cultura dell'ospitalità internazionale. A 240 anni dalla formula di Antonio Benedetto Carpano, il Vermouth continua a raccontare una storia che appartiene a Torino, ma che da tempo ha trovato spazio nei bicchieri e nelle consuetudini di molte parti del mondo.



