Teatro Chiabrera, cuore vivo della Savona che sogna
- Redazione
- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
di Marco Bagatin
«Il teatro è rimasto uno dei pochi luoghi in cui possiamo condividere qualcosa assieme ad altri», recita una celebre frase dell’attrice britannica Emily Mortimer. Anche Savona può vantare un luogo in cui l’arte riesce a trasmettere emozioni e a far sognare le persone: il Teatro Gabriello Chiabrera.

La storia del Teatro Chiabrera di Savona


Il Teatro Chiabrera di Savona, storica struttura intitolata all’illustre poeta e drammaturgo ligure vissuto nel XVII secolo, fu voluta dall’alta società savonese per poter finalmente vantare una sala teatrale sfarzosa e adeguata alle proprie aspirazioni, oltre che per sopperire alla scarsa capienza dei pochi teatri presenti in città all’epoca.

A condividere i sentimenti dei ceti dirigenti fu anche il Consiglio comunale, il quale deliberò nel 1842 l’acquisto dei terreni situati nella località “Pratino De Mari” (attuale Piazza Diaz), al di fuori dell’antica Porta di San Giovanni (demolita nel 1848 insieme a parte delle mura medievali). Tra il 1843 e il 1845 vennero presentati due progetti dagli architetti Giuseppe Galleano e Gioachino Dellisola, ma furono respinti a causa degli alti costi di realizzazione.
Nel 1850, con l’autorizzazione del sovrano Vittorio Emanuele II, fu bandito un concorso esteso a tutti gli Stati preunitari della penisola. Il costo della struttura doveva essere di circa 110 mila lire sabaude, coperte da un contributo comunale di 38 mila lire e dalla vendita dei palchi.
Il vincitore del concorso fu proclamato il 20 agosto 1850: il progetto prescelto fu quello dell’architetto messinese Carlo Falconieri. I lavori iniziarono ufficialmente nel novembre dello stesso anno, sotto la direzione del savonese Giuseppe Cortese. Il cantiere terminò tre anni dopo, con una spesa complessiva di 400 mila lire, molto superiore al preventivo iniziale.

La solenne apertura del Teatro Chiabrera avvenne il primo ottobre 1853, con l’opera Attila di Giuseppe Verdi e con una vasta partecipazione della cittadinanza, in particolare della borghesia, fiera di aver finalmente raggiunto l’obiettivo di dotarsi di un teatro degno delle proprie aspettative, considerato il terzo per importanza e prestigio nel Regno di Sardegna.
Il Teatro Chiabrera di Savona e i suoi ospiti di grande fama
Fin dalla propria inaugurazione il Chiabrera ha ospitato prestigiosi spettacoli di ogni tipo, a cui spesso hanno preso parte nomi illustri del teatro mondiale.
Per tutta la seconda metà dell’Ottocento fu prevalentemente un teatro d’opera, gestito da impresari selezionati tramite concorso e sostenuti da una sovvenzione comunale. La programmazione prevedeva una stagione di prosa in autunno e una lirica nel periodo di Carnevale. In questo contesto andarono in scena le principali opere del melodramma, interpretate da cantanti di grande prestigio: da Mc Cormack a Giani, dalla Gruitz alla Caruzzi Bedogni, fino a Toti Dal Monte, Tito Schipa e al debutto assoluto della savonese Renata Scotto.
Dopo aver subito dei danni durante il secondo conflitto mondiale (e di conseguenza dopo l’interruzione delle attività), il Chiabrera tornò a nuova vita ospitando nuovi progetti e nuovi nomi dello spettacolo, l’inaugurazione dopo il restauro avvenne il 19 maggio 1963, anche in quell’occasione la cittadinanza partecipò numerosa alla riapertura di uno dei luoghi simbolo della cultura e dell’arte presenti in città. Lo spettacolo che riaprì le porte del Chiabrera fù il celebre Falstaff di Verdi (autore più rappresentato all’interno del Teatro savonese).
Tra i grandi attori che, dal secondo dopoguerra a oggi, hanno calcato il palcoscenico del Teatro Chiabrera si annoverano quelli di Ernesto Rossi, Carolina Santori, Alda Borelli, Eduardo De Filippo, Gilberto Govi, Tullio Solenghi e molti altri, regalando emozioni e facendo sognare intere generazioni.
Il Teatro Chiabrera a Savona: un tempio dell’arte
L’aspetto odierno del Chiabrera è pressoché identico a quello originario. La facciata si divide in due parti: in quella superiore si trova un imponente colonnato ionico che incornicia una sfarzosa vetrata, sormontata da un sublime frontone decorato con altorilievi. Ai lati sono poste due statue raffiguranti Rossini e Metastasio, realizzate (insieme a un altorilievo collocato sulla facciata e dedicato a Gabriello Chiabrera) dallo scultore savonese Antonio Brilla. Il timpano è sormontato dall’opera Apollo citaredo, realizzata da Giovanni Battista Frumento, anch’egli savonese.
Nella parte inferiore si trova un imponente colonnato dorico, ai cui lati sono collocate le statue di Alfieri e Goldoni. L’insieme di queste decorazioni ha reso il Chiabrera uno dei massimi esempi di scultura celebrativa ornamentale ottocentesca presenti in Liguria.



Gli interni subirono notevoli trasformazioni, soprattutto durante il restauro eseguito tra il 1954 e il 1963. La sala principale si presenta a forma di ferro di cavallo, il cui aspetto ottocentesco originale è stato riprodotto con ottimi risultati; sul soffitto, infatti, venne realizzato (sul modello dell’originale di Gaetano Borgo Caratti) un imponente affresco raffigurante varie decorazioni che suddividono otto grandi figure allegoriche. Le pareti e il palco presentano numerosi stucchi dorati.
Oggi il Teatro Chiabrera continua a pulsare di vita, confermandosi come un ponte tra l’antico e il moderno, un simbolo eterno di Savona in cui l’arte teatrale viene celebrata e valorizzata in ogni sua sfaccettatura.








