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La Pinacoteca di Città di Castello ospita la mostra personale di Paolo Canevari dal titolo God Year

di Federica Mastroforti

La Pinacoteca Comunale di Città di Castello ospiterà, dal 15 novembre 2025 fino al 15 febbraio 2026, la mostra personale di Paolo Canevari dal titolo “God Year”, promossa dal Comune di Città di Castello, a cura dello storico e critico d’arte Lorenzo Fiorucci.


Paolo Canevari Portrait, photo_ Ilaria Lagioia&Pierpaolo Lo Giudice
Paolo Canevari Portrait, photo_ Ilaria Lagioia&Pierpaolo Lo Giudice

Città di Castello accoglie l’arte di Paolo Canevari, artista romano contemporaneo. L’esposizione avrà luogo negli spazi rinascimentali di Palazzo Vitelli alla Cannoniera, luogo simbolico della città in cui sono custoditi i più grandi capolavori del Rinascimento italiano, da Luca Signorelli a Raffaello Sanzio, da Lorenzo Ghiberti a Luca della Robbia, opere che daranno vita a un profondo e inaspettato dialogo con quelle di Canevari. L’inaugurazione, in programma sabato 15 novembre alle 17.00, prevederà la Performance God Year’s man, un vero e proprio tableau vivant (quadro vivente) per comunicare al pubblico la poetica dell’artista romano. Il titolo ‘God Year’ dichiara la natura stessa della sua ricerca. L’espressione ricavata dal simbolo di una delle più note industrie di pneumatici, evoca l’idea di Giubileo, un tema che in Umbria - terra di santi e di spiritualità, da San Benedetto a Francesco - assume un significato amplificato. Allo stesso tempo, la mostra si muove sul crinale delle contraddizioni tra sacro e profano, fede e consumo, materia e spirito, elementi costitutivi della suo lavoro. Dall’uso degli pneumatici all’arte che non deve ‘spiegare niente’, insieme a Paolo Canevari, abbiamo fatto un viaggio attraverso i simboli del suo lavoro.


Paolo Canevari God Year's _ 70x100_Pagina_1_Pagina_1
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L’uso dello pneumatico come materia prima. Puoi dirci di più?

Ho cominciato a usare gli pneumatici negli anni Novanta perché vedevo in quel rifiuto industriale il testimone visibile di una società basata sul movimento perpetuo, sul consumo incessante, sull’industria che genera inquinamento globale. Era un materiale reperibile ovunque, emblema della scoria del progresso. La mia intenzione era semplice: prendere qualcosa di banale, immediatamente riconoscibile e portarlo ad assumere nuovi significati.  Lo pneumatico per me era innanzitutto una sfida, il suo aspetto aveva ben poco a che vedere con ciò che convenzionalmente definiamo estetica o bellezza nell’opera d’arte. Nobilitare lo pneumatico attraverso l’azione artistica significava declinarne il senso in interpretazioni inattese. Il materiale stesso è carico di storia, di tempo, di uso, di strade percorse. Cerco, non solo, di riconoscerne una memoria industriale, ma di farne emergere una dimensione simbolica: le vulnerabilità delle costruzioni – sociali, economiche, materiali – che crediamo solide. La possibilità che l'arte offre è per me un atto di riflessione sul tempo e sulla memoria, un invito a pensare: non solo a ciò che è visibile, ma a ciò che vive nella dimensione metafisica dell’opera.


L'ispirazione per un artista è cruciale. Oggi tutto sembra essere mediato. Come influisce questo sull'arte? Qual è la tua opinione in merito?

La società dei consumi e la “religione capitalista” hanno eroso il senso poetico, portando l’arte a essere considerata, diversamente da un tempo, un prodotto, e come tale a generare un apparato esasperatamente orientato all’idea di quantità piuttosto che di qualità. Il fenomeno a cui stiamo assistendo tende ad abbassare la percezione dell’arte, rendendola facilmente consumabile e preferibilmente spettacolare, per soddisfare un pubblico desideroso di intrattenimento e poco incline a comprendere la profondità poetica che un’opera autentica rappresenta.


Paolo Canevari, San Sebastiano, 1999, tire, bronze-pneumatico, bronzo .jpg 1
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L’azione dell’artista deve dunque concentrarsi su valori diversi, alternativi a quelli imposti da un sistema economico e politico che vede nell’arte un’opportunità di propaganda e di strumentalizzazione.


L'arte interviene per spiegarci il mondo di oggi, mostrandolo sotto differenti prospettive. Che futuro immagini e perchè?

Non credo che l'arte debba spiegare qualcosa. L'arte offre eventualmente una visione alternativa della realtà. Fare arte significa non accettare la realtà così come ci viene offerta. L'azione dell'artista che si esplicita attraverso l'opera è un'azione critica, sempre. Il futuro è ciò che vive nell'opera, il suo senso, la sua indipendenza, la sua entità poetica, la sua possibilità di essere, in ogni futuro, sempre contemporanea e di acquisire nuovi significati.


Come sottolinea il curatore Lorenzo Fiorucci: “Canevari ha da anni scelto come materia d’elezione lo pneumatico e la camera d’aria, materiali che nelle sue opere evocano simbologie e narrazioni complesse, capaci di mettere in crisi ogni lettura superficiale. Lo pneumatico è al tempo stesso simbolo di progresso tecnologico e di sviluppo capitalistico, ma anche scarto, rifiuto inquinante, emblema del petrolio e dello sfruttamento globale. La sua trasformazione in scultura e installazione diventa così un atto di riflessione sul nostro modo di vivere e di produrre significato.”


Appuntamento a sabato 15 novembre ore 17.00 per un’esperienza artistica unica.


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