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Cegni: il paese dei due Carnevali

Chi sostiene che il Carnevale si possa festeggiare solo in inverno, si sbaglia di grosso e Cegni in provincia di Pavia, in Lombardia ne è uno degli esempi più caratteristici del nostro Paese.Per saperne di più, scopriamo insieme l’antichissimo Carnevale Bianco di Cegni con le sue origini, usi e costumi.


danze tradizionale carnevale cegni
Danze tradizionali, ph. Dani4P

Cegni è un piccolo e grazioso borgo della Valle Staffora, situato a circa 800 metri sul livello del mare e che, per la sua bellezza paesaggistica, il suo ordine e la sensazione di serenità che offre, viene definito “la piccola Svizzera pavese”. Accanto alla sua facciata tranquilla e quasi fiabesca troviamo, in realtà, un paese molto vivace e legato alle tradizioni di un tempo; tradizioni che non vengono subite passivamente dagli abitanti, ma che vengono ricreate e rivissute ogni anno in una veste sempre nuova.

 

Il Carnevale Bianco di Cegni

Un esempio significativo di questo legame tra passato e presente è la festa del Carnevale Bianco che si svolge solitamente il sabato grasso e il 16 di agosto. Questa ricorrenza ha origini molto antiche, addirittura risalenti a riti pre-cristiani, ma la scelta di continuare a celebrare una festività tipicamente invernale in piena estate non è casuale. Cegni è un paese che vive il turismo locale e non soprattutto nel periodo estivo, mentre in inverno il borgo si spopola notevolmente. Proprio per questo motivo, a partire dagli anni Settanta, dopo la crisi del secondo Dopoguerra che aveva portato a una sospensione della festa di circa 20 anni, il Carnevale Bianco è stato recuperato e riportato in auge come testimonianza di una tradizione ancora viva e attuale e di una comunità profondamente legata alle proprie radici culturali. Naturalmente, rimane comunque molto sentita anche la celebrazione invernale di questa festa, ma con minor seguito e partecipazione rispetto al periodo estivo.

 

Il corteo e la musica tradizionale

In entrambi i giorni in cui si svolge il Carnevale Bianco, la celebrazione prevede cortei, danze e musiche tradizionali, seguiti dalla cena e dal ballo serale di chiusura dell’evento.

La festa inizia nel pomeriggio con il corteo per il paese, aperto e guidato dai musicisti che accompagnano i balleriniper le vie fino a raggiungere la piazza dove si svolgerà il resto dell’intrattenimento. Gli strumenti tipici che vengono suonati in questa occasione e che formano una parte imprescindibile dei festeggiamenti sono il piffero e la fisarmonica, che fusi insieme danno vita a un linguaggio nuovo e diverso che esprime perfettamente l’idea che ha sostenuto la riforma di questa festa: mantenere la tradizione, ma, allo stesso tempo, evolvere e tenere uno sguardo aperto sul presente.

 

Le danze

Una volta raggiunta la piazza e presa posizione, possono finalmente iniziare le danze tradizionali praticate sia dai bambini che da ballerini adulti. I più piccoli aprono la cerimonia con balli semplici, eseguiti in cerchio, come l’alessandrina e la piana. Seguono poi i più grandi con danze di coppia come la monferrina in cerchio con scambio di coppia, la polca a saltini in coppia, la giga a due con un cavaliere e due dame e la giga a quattro con due cavalieri e quattro dame.

 

I protagonisti della festa

Concluse le danze di apertura praticate dai ballerini vestiti con classici costumi montanari (gilè e cappello per gli uomini e gonne lunghe con grembiule e camicia bianca con gilè nero per le donne), arrivano i personaggi principali di questa festa: la povera donna e il brutto. La povera donna, che come spesso accade nelle rappresentazioni carnevalesche è un uomo travestito con abiti contadini, scialle e fazzoletto in testa, fa il suo ingresso su una slitta di legno trainata da un cavallo. Subito dopo di lei, arriva, cavalcando, il suo pretendente, il brutto. Egli si presenta vestito con un abito decorato con piccole strisce di stoffa colorate e un alto cappello a forma di cono realizzato con diverse pellicce. Il brutto è un uomo molto ricco che entra in scena accompagnato dai suoi genitori (terzi brutti), elegantemente vestiti con abiti cittadini, e da due testimoni che portano abiti bianchi fermati da una cintura rossa, calzettoni a righe e cappelli di paglia decorati da fiori di stoffa dai quali pendono nastri colorati di diverse lunghezze.

Anche la povera donna è accompagnata dai suoi genitori (secondi brutti) che sono altrettanto poveri e vestono abiti contadini semplici, portando in dono un cesto con all’interno una gallina


Il rito della povera donna

In seguito alla presentazione dei personaggi principali della manifestazione, inizia il rito vero e proprio che rappresenta il matrimonio tra la povera donna e il brutto. I futuri sposi e i rispettivi accompagnatori si incontrano e iniziano a contrattare sul valore economico ed estetico della sposa con evidente sarcasmo e l’accordo viene stretto tra le due parti con una bevuta all’osteria.


matrimonio carnevale cegni
Matrimonio, ph. Dani4P

A questo punto della cerimonia troviamo il momento più importante: il ballo della povera donna (il nome indica anche la melodia tipica che accompagna questo rituale). Si tratta di una danza di corteggiamento che si rifà a tradizioni antichissime ed è legata, secondo la leggenda, a rituali di fertilità e rinascita, ma in alcune versioni è intesa anche come una danza funebre che vede l’alternarsi di morte e resurrezione. Il ballo si divide in tre momenti principali: l’inseguimento, il corteggiamento e il balletto. Concluse queste tre parti i due futuri sposi si recano verso l’altare dove il prete sancisce il legame tra i due sposi. Il rito si conclude con una piana effettuata da tutti i presenti e alcune polche praticate dai ballerini più esperti.


La conclusione del Carnevale

La celebrazione continua spostandosi per le vie del paese tra cibo e cori intonati dagli abitanti di Cegni che esprimono tutto il sentimento verso questa festa tramite la musica. L’evento si conclude con la cena e il ballo serale nel salone comune.

 

Se volete respirare un’atmosfera autenticamente carnevalesca anche nel pieno dell’estate, non vi resta che organizzare la vostra escursione culturale a Cegni e prendere parte al suo acclamatissimo Carnevale Bianco.


Informazioni utili sul Carnevale Bianco di Cegni:

Come raggiungere il borgo:

Il mezzo più consigliato è sicuramente l’auto. Con partenza da Pavia si può prendere l’autostrada A7 in direzione Genova e uscire al casello di Casei Gerola. Si prosegue poi sulla SS461 del Passo del Penice in direzione Voghera- Varzi- Santa Margherita di Staffora- Cegni. Partendo da Pavia è molto comodo raggiungere Voghera anche con la strada provinciale e poi da lì si segue lo stesso percorso appena indicato. Cegni può essere raggiunto anche con i mezzi pubblici. Iniziando il viaggio da Pavia si può prendere il treno fino alla stazione ferroviaria di Voghera dove si trova l’autobus 151 in direzione Varzi. Scendendo al capolinea si prende l’autobus 118 in direzione Santa Margherita Casanova fino alla fermata Casanova S. Destra e da lì poi si può proseguire con una passeggiata di circa 3 km. Per chi arrivasse da più lontano, l’aeroporto più vicino è quello di Milano Linate, situato a circa 80 km dal borgo.


Dove posteggiare l’auto durante il Carnevale Bianco:

Durante l’evento il borgo dispone di parcheggi temporanei gestiti dai volontari e segnalati lungo le vie d'accesso. Considerato il grande afflusso di visitatori, è consigliabile arrivare nelle prime ore del mattino e seguire le indicazioni del personale addetto alla viabilità.


Tempo di permanenza e durata dell’evento:

Il Carnevale dura dall’ora di pranzo circa fino al post cena e per vivere appieno l’esperienza è consigliato fermarsi per l’intera durata della festa.


Dove mangiare durante il Carnevale:

Durante l’intero evento sarà possibile pranzare e cenare per il borgo con piatti tipici dell’Oltrepò, approfittando dell’occasione per immergersi anche in un tour enogastronomico del territorio.

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