La Faradda di Sassari: la storia di un antico voto rinnovato ogni 14 agosto
- Michela Loru
- 6 minuti fa
- Tempo di lettura: 6 min
La Discesa dei Candelieri - o in sassarese Faradda - è una delle feste più antiche della città, e si inserisce come molte tra le ricorrenze religiose. Ogni 14 agosto, infatti, si celebra la Vergine dell’Assunta con una processione di enormi ceri lignei trasportati sulle spalle dai rappresentanti dei cosiddetti “gremi”, da Piazza Castello per raggiungere la tappa finale della Faradda, ovvero la Chiesa di Santa Maria di Betlem.

La storia della Faradda di Sassari
Le origini dei Candelieri risalgono a oltre cinque secoli fa, come testimoniano i documenti del XVI secolo. La tradizione racconta di una terribile pestilenza che colpì la città di Sassari nel 1528, durante la quale i cittadini formularono un voto alla Vergine Assunta (e anche a San Sebastiano). Secondo le fonti, sarebbe stata proprio lei a porre fine alla pestilenza, avendo rispettato il voto dei sassaresi. Da quel momento, dunque, la città decise di onorare la devozione all’Assunta con un giorno di festa, che si è evoluto negli anni attraverso varie forme. Secondo altre documentazioni, la Faradda sarebbe collegata ad un rituale praticato nel XIII secolo nella Repubblica marinara di Pisa, con cui Sassari era alleata. Nella città toscana, proprio il 14 agosto, i fedeli portavano in processione la cera votiva all’interno di tabernacoli in legno che col tempo assunsero la forma di colonne lignee. Si pensa dunque ad una possibile replica di Sassari con un simile rituale, quasi soppresso poi con la dominazione spagnola.
Il 1855 fu un anno eccezionale. La Discesa dei Candelieri si tenne il 1 dicembre, in seguito ad un’epidemia di colera che fece circa ottomila vittime. Ma proprio in questo secolo che la festa subì forti perdite, rischiando di perdersi per sempre. Degli otto gremi partecipanti, ne erano rimasti infatti solo cinque. Mercanti e pastori, sarti e carradori rifiutarono di partecipare o si sciolsero. Nella prima metà del XX secolo, fu il Comune a impegnarsi per riportare i partecipanti alla Faradda. Più recentemente, il numero è salito a undici, con la riammissione del gremio dei macellai.
La Faradda di Sassari e i suoi protagonisti
Con la conquista catalana tra il XV e il XVI secolo, le categorie produttive si organizzarono in Confradias (corporazioni) sul modello di Barcellona, dando origine ai primi Gremi (dallo spagnolo gremios) con scopi religiosi e di mutuo soccorso, sulla linea delle antiche corporazioni di arti e mestieri. Un documento del 1531 ne attesta per la prima volta l'ordine di ingresso in chiesa con i candelieri, portati da otto antiche maestranze (tra cui Pastori, Ortolani e Sarti). I gremi partecipanti sfilano con il proprio cero ligneo, recante decorazioni caratteristiche del mestiere e l’immagine del proprio santo patrono, che viene onorato in una cappella per celebrare le varie ricorrenze.
Attualmente, alla sfilata prendono parte tredici Gremi: braccianti, autoferrotranvieri, macellai, fabbri, piccapietre, viandanti, contadini, falegnami, ortolani, calzolai, sarti (sfilano negli anni dispari), muratori (sfilano negli anni pari), massai. L'ordine di discesa segue una regola ben precisa: i Gremi di più recente ammissione aprono il corteo, mentre i più antichi lo chiudono. L'ingresso nella chiesa di Santa Maria di Betlem avviene in ordine inverso. Per coordinare le diverse corporazioni nel 1979 è stato istituito l'Intergremio Città di Sassari, che si occupa della complessa organizzazione, dei sodalizi, comprese le storiche sfide legate all'ingresso di nuovi Gremi nella discesa.
Un ruolo di rilievo all’interno del gremio lo ricopre l'obriero, dallo spagnolo: “obrero”, letteralmente “operaio”. In particolare, l’obriere maggiore è colui che porta lo stendardo del gremio durante la Discesa dei Candelieri. L’obriere di candeliere è invece il membro del gremio che ha la responsabilità del cero votivo. Entrambi sono nominati il giorno della festa patronale.
Altro elemento di estrema importanza è il cero: in passato votivo ed enorme, veniva portato dai fedeli in processione. Per motivi di materiale e di costi, i ceri sono diventati di legno nella forma con cui li conosciamo oggi. Come si intuisce dalle immagini, sono ceri molto pesanti che arrivano a raggiungere i quattro quintali. Alti oltre tre metri, si compongono di tre parti: capitello, fusto e base.
Il capitello è decorato con bandierine e lunghi nastri colorati (Li Betti), e sulla cima viene posto il gagliardetto con il nome dell'obriere di Candeliere. Solitamente i nastri vengono arrotolati e srotolati da alcuni giovani volontari che prendono parte alla festa. Il fusto riporta l’immagine del santo patrono del Gremio e i simboli del mestiere. Infine, la base è in legno con quattro stanghe, che serve agli otto membri del gremio per sostenere il peso durante la Discesa per le strade cittadine.
Unica eccezione è il Gremio dei Sarti, il cui Candeliere è l'unico sormontato da un braciere ardente al posto del tradizionale capitello.
La Faradda di Sassari: le fasi della sfilata

La Discesa dei Candelieri si compone di fasi tra loro ben strutturate, ognuna con un ruolo preciso all’interno del rituale religioso. La Faradda ha inizio quando il banditore annuncia la Discesa e il gremio dei Massai incontra il sindaco a Palazzo Ducale. Insieme si dirigono a Palazzo di Città dove sarà esposta la bandiera del gremio. Si procede poi con uno dei momenti più coinvolgenti e affascinanti per la popolazione: la Vestizione. In mattinata, presso la sede del gremio oppure nell’abitazione dell’obriere, i gremi assieme a volontari, parenti e amici procedono con la vestizione del cero. Il candeliere viene decorato con fiori, ghirlande di carta e bandiere, e spesso sono aggiunti elementi che caratterizzano i portatori. Il gremio dei massai (proprietari terrieri) e quello dei contadini aggiungono ad esempio spighe di grano. Nel primo pomeriggio, tra le 16 e le 17, ha inizio la vera Discesa. I ceri e i gremi si radunano in Piazza Castello, punto da cui partirà la Faradda, al seguito della banda che apre la processione lungo corso Vittorio Emanuele. La Discesa è sempre accompagnata dalla danza dei candelieri, rito considerato sempre di buon auspicio: il candeliere più “baddarinu” (ballerino) avrà l’annata più buona. Sono passi che seguono il ritmo dei tamburini, e spesso anche di flauti, tra giravolte, corse e oscillazioni. La popolazione si diverte e li sostiene con la voce e con le mani, in una grande festa che unisce cittadini e turisti da tutto il mondo.

La processione ha una tappa fissa: a metà percorso sosta davanti al Palazzo di Città, dove il gremio dei massai viene ricevuto dal sindaco per l’investitura del nuovo obriere maggiore e per il tradizionale brindisi “A zent’anni” (a cent’anni). In una fase che si chiama Intregu, la bandiera del gremio viene scambiata con il gonfalone del Comune, con un altro brindisi e l’invito al primo cittadino di unirsi alla festa. In questa fase, in realtà, avviene un momento che ogni anno si ripete come da tradizione popolare. Quando il sindaco e l’amministrazione del Comune escono da Palazzo di Città, viene espresso o il proprio gradimento, oppure anche il proprio dissenso, tra fischi e applausi che fanno parte di questo grande rituale di Sassari.
La Faradda di Sassari e lo scioglimento del voto

Nella Chiesa di Santa Maria di Betlem, infatti, si svolge lo scioglimento del voto alla Vergine dell’Assunta. Intorno alla mezzanotte, tutti i gremi entrano in chiesa seguendo l’ordine stabilito anticamente nel 1531, e in senso inverso rispetto alla sfilata. I candelieri sono preceduti dalle autorità cittadine, ricevute dal Padre Guardiano, che accoglie poi obrieri e membri dei vari gremi.
La benedizione al termine della tradizionale messa scioglie ufficialmente il voto, che sarà rinnovato poi l’anno successivo, ogni 14 agosto, come da tradizione secolare.
Fino al 22 agosto i Candelieri rimangono esposti all'interno della chiesa di Santa Maria di Betlem, per poi essere prelevati dai rispettivi Gremi e riportati nelle loro cappelle in attesa dell'anno successivo.
Di generazione in generazione: i Piccoli Candelieri
Nato come una sorta di “gioco” di emulazione dei ragazzi più grandi che portavano i grandi ceri lungo la città facendoli danzare e ballare, ad oggi rappresenta un appuntamento fisso che anticipa di qualche giorno la Festha Manna del 14 agosto. Da piccoli ceri costruiti con materiali di fortuna e portati a sfilare dietro quelli “grandi”, con tamburelli e ritmi improvvisati, ogni 5 agosto bambini e ragazzi entro i 13 anni possono essere i protagonisti della Discesa dei Piccoli Candelieri, organizzata dall'Intergremio e dal Comune di Sassari. I piccoli portatori sostengono ceri in miniatura, che però riproducono fedelmente forma, struttura e i simboli che riportano i ceri principali dei gremi. La sfilata è ovviamente più breve e parte direttamente da Piazza Sant’Antonio, risale lungo Corso Vico e si conclude sul sagrato della Chiesa di Santa Maria di Betlem.
I Candelieri Patrimonio UNESCO
Dal 2013, la Faradda di li Candareri della città di Sassari è stata inserita nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, insieme alle altre tre feste delle macchine a spalla d’Italia (la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo).
La novità dell’edizione 2026
Il Comune ha autorizzato l’iniziativa proposta dall’Intergremio e dal Gremio dei Massai, che prevede, nei giorni precedenti alla Discesa dei Candelieri, momenti di aggregazione tra musica, tanto cibo, e incontri per scoprire ancora meglio e da vicino storia, tradizioni e anche segreti dei 13 gremi.
Appuntamento a Sassari dal 18 luglio al 13 agosto!
A zent’anni!


