Sant’Angelo, il borgo delle fiabe a cielo aperto
- Redazione
- 30 apr
- Tempo di lettura: 3 min
A cura di Debora Piergallini
Nel cuore della Tuscia, Sant'Angelo di Roccalvecce sembra uscito da una fiaba, dove i muri raccontano storie e i colori accendono la fantasia. Tra vicoli silenziosi e murales incantati, il tempo rallenta e invita a perdersi. Un luogo inaspettato, capace di sorprendere al primo sguardo.

Sant'Angelo: un borgo che rinasce tra storia e fantasia
Nel cuore della Tuscia viterbese, terra ricca di storia e paesaggi che sembrano sospesi nel tempo, si trova Sant’Angelo, un piccolo borgo che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi con originalità. Qui, tra vicoli in pietra, archi antichi e scorci autentici, si respira un’atmosfera intima e raccolta, tipica dei piccoli borghi di questa zona.
Eppure, a questa dimensione così tradizionale, si è aggiunto da poco un nuovo elemento; il colore. Sant’Angelo è infatti conosciuto come il “borgo delle fiabe”, un luogo in cui le pareti spoglie delle case si sono trasformate in pagine illustrate, capaci di raccontare storie senza tempo.
Il risultato è un equilibrio riuscito tra identità storica e creatività contemporanea, che rende il borgo una meta affascinante per chi cerca esperienze autentiche e fuori dai circuiti più battuti, soprattutto per le famiglie, e per tutti quelli che hanno la capacità di osservare le cose con gli occhi di un bambino.
L’arte che rigenera: l’idea dell’associazione ACAS
Alla base della trasformazione del borgo di Sant'Angelo c’è l’impegno dell’associazione ACAS, che, dal 2017, ha dato vita a un progetto di valorizzazione artistica e culturale. L’idea nasce con un obiettivo preciso: contrastare lo spopolamento e restituire vitalità a Sant’Angelo, puntando su un linguaggio universale e accessibile a tutti, come appunto quello delle fiabe.
Coinvolgendo artisti e comunità locali, l’associazione ha costruito nel tempo un percorso condiviso, in cui l’arte diventa strumento di partecipazione e identità. I murales non sono semplici decorazioni, ma rappresentano un racconto collettivo che unisce memoria, immaginazione e territorio. Le fiabe, patrimonio comune di diverse generazioni, diventano così il filo conduttore di una narrazione che parla a tutti.
Oltre il progetto dei murales nel borgo, l’associazione si è anche impegnata nel creare un legame con i comuni e le frazioni limitrofe, tramite dei sentieri, collegati tutti a Sant’Angelo, da percorre che saranno abbelliti con opere sempre dedicate alle fiabe e al fantastico. Questa rete sentieristica avrà l’obiettivo di collegarsi ai siti archeologici della Tuscia, dando così vita ad un progetto più ampio e a chilometro zero, fondato sulla rivalutazione e l’abbellimento del patrimonio territoriale circostante della Tuscia.
Tra vicoli e colori: le fiabe da scoprire
Visitare il borgo di Sant’Angelo significa intraprendere una passeggiata narrativa tra le vie del centro storico. Il percorso dei murales si sviluppa in modo naturale tra piazze e vicoli, senza seguire un ordine ben preciso ma lasciandosi trasportare liberamente alla scoperta delle fiabe illustrate sulle pareti del borgo. Dalla piazza principale si diramano i vari vicoli del borgo, potendosi così immergere in questo mondo fiabesco a cielo aperto.
Il primo murales realizzato nel 2017 è stato quello di Alice nel paese delle meraviglie, realizzato dall’artista Tina Loiodice, a cui appartengono anche che ha le raffigurazioni di Pinocchio, Piccolo Principe, La piccola fiammiferaia, Don Chisciotte, Peter Pan e La Fabbrica di Cioccolato. Tra le altre realizzazioni si possono ammirare: il Gatto con gli Stivali, Biancaneve e dei sette nani, Hansel e Gretel, La spada nella Roccia, Mary Poppins, I Tre Porcellini, Il Libro della Giungla e molti altri, che si possono scoprire svoltando ogni angolo del piccolo borgo.
Ogni opera è diversa per stile e interpretazione, ma tutte contribuiscono a costruire un racconto fiabesco unitario. L’esperienza è arricchita dalla possibilità di soffermarsi ad osservare i piccoli dettagli, anche una finestra, una porta o una scalinata di una casa diventano parte integrante del murales, ed a lasciarsi guidare dalla curiosità, trasformando la visita in un momento di scoperta continua.
Il borgo di Sant'Angelo: un modello di turismo in divenire per la Tuscia
Il borgo delle fiabe rappresenta oggi un esempio virtuoso di rigenerazione culturale nel territorio della Tuscia, infatti Sant’Angelo ha saputo trasformare un’esigenza, quella di contrastare lo spopolamento, in un’opportunità preziosa, valorizzando il proprio patrimonio attraverso l’arte e la partecipazione.
Il turismo che ne deriva è consapevole, attento alla qualità dell’esperienza e al rispetto dei luoghi, e soprattutto in divenire. Famiglie, curiosi e appassionati trovano qui un ambiente accogliente, dove il fascino delle storie si intreccia con quello del paesaggio.
Visitare Sant’Angelo significa rallentare, lasciarsi sorprendere e riscoprire il piacere della meraviglia. Perché, a volte, basta un muro dipinto per restituire vita a un intero borgo e trasformarlo in un racconto da vivere.
"Vieni con me dove nascono i sogni e dove il Tempo non è programmato, pensa solo cose felici e il tuo cuore volerà sulle ali per sempre" – Frase tratta da Peter Pan sulla scalinata blu.
Associazione ACAS
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